In Francia, il capo dell'azienda non può contattare un dipendente dopo l'orario di lavoro - Curioctopus.it
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In Francia, il capo dell'azienda non può contattare un dipendente dopo l'orario di lavoro

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Con il progredire della tecnologia, sempre più persone finiscono per ricevere email, messaggi e telefonate anche oltre l'orario di lavoro. Si può deciderle di non leggerle, certo, ma secondo alcune indagini il lavoratore è sottoposto a pressioni anche al solo pensiero di poter essere raggiunto dopo l'orario di lavoro.

La Francia è uno dei primi paesi ad essersi mossa verso il ripristino del confine tra lavoro e vita privata, ridiscutendo il "diritto a disconnettersi": ecco di cosa si tratta. 

immagine: pixabay

È la sola aspettativa di poter essere contattato 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, a creare stress nel dipendente, oltre a quello fisiologico del lavoro vero e proprio. 

Sta diventando quasi una normalità essere reperiti dal datore di lavoro, dai colleghi o dai clienti, anche dopo l'orario di lavoro. Complici le tecnologie che consentono di essere rintracciabile praticamente in ogni momento della giornata. 

Un maggior numero di paesi, però, sta introducendo il "diritto a disconnettersi", ricreando in  questo modo il confine tra casa e lavoro. La Francia, ad esempio, già nel 2001 stabilì in Corte Suprema che i dipendenti non hanno l'obbligo di portarsi il lavoro a casa, se ciò non è previsto esplicitamente nel contratto. Con l'avanzare dei sistemi di messaggistica ed email, poi, il tribunale ha mantenuto sempre la stessa linea: nel 2004 fu deciso che la condotta di un dipendente non può scaturire dal fatto che sia reperibile o meno dopo aver terminato il lavoro.  

immagine: perzon seo/Flickr

Un tempo, e ancora oggi nell'ambito di alcuni impieghi, la reperibilità oltre il turno stabilità faceva parte delle responsabilità del dipendente e aveva per questo un riscontro economico: oggi, il fatto che siamo sempre connessi con chiunque in qualsiasi momento della giornata, la reperibilità è vista come qualcosa di naturale e di dovuto, ma è importante tornare a considerare il lavoro come qualcosa che ha un orario di inizio e uno di fine.

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