Dopo aver perso la madre, questo ragazzo ha inventato un reggiseno "intelligente" per rilevare il cancro al seno

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di Claudia Melucci

13 Febbraio 2019

Dopo aver perso la madre, questo ragazzo ha inventato un reggiseno "intelligente" per rilevare il cancro al seno
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Vi avevamo già parlato di Julián Ríos Cantú, un giovane messicano deciso a salvare le donne dal cancro al seno. Nel 2017, la sua invenzione fece il giro del mondo: un reggiseno tecnologico che individua precocemente alcune anomalie collegate al tumore.

Tutto è nato tragicamente con la notizia che la madre aveva un tumore al seno: rattristato per non poter fare nulla per salvare la vita alla madre, si è rimboccato le maniche per realizzare il sogno di mettere in salvo altre donne, grazie ad una diagnosi precoce e immediata: a distanza di anni, il suo sogno sembra essersi realizzato. 

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Julián Ríos Cantú/Facebook

Julián Ríos Cantú/Facebook

Julián Ríos Cantú è il fondatore di Higia Technologies, l'azienda produttrice del reggiseno "intelligente". Il suo funzionamento risede nella capacità di rilevare in maniera dinamica la temperatura del seno: è stato visto, infatti, che l'aumento termico nella zona delle mammelle è una costante nella diagnosi di tumore al seno, perché causato da un maggiore afflusso di sangue.

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Eva, questo il nome del reggiseno, è dotato di sensori tattili, termici e fotosensori, che aiutano a fornire un quadro completo degli eventuali cambiamenti in atto nel seno. È in grado di misurare la temperatura, constatare il colore e la consistenza delle mammelle, raccogliendo dati utili a fornire informazioni precise e affidabili.

I dati vengono trasmessi tramite Bluetooth allo smartphone di chi lo indossa e, se necessario, anche all'oncologo di riferimento: in questo modo i tempi di diagnosi vengono ridotti del 95%. Per rendere Eva efficace al massimo, è necessario indossarlo per soli 60 minuti alla settimana. 

Julián ha vissuto molto da vicino l'esperienza traumatica per una donna di scoprire di avere il tumore al seno: alla madre, quando il ragazzo aveva 13 anni, è stato scoperto per la seconda volta un nodulo. Le terapie l'hanno portata a perdere entrambe le mammelle, insieme alla salute mentale. Julián è rimasto sconvolto quanto sia capitato alla madre, non tanto perché figlio, ma perché consapevole che la donna si sottoponeva regolarmente a visite di controllo di ogni genere: eppure, il tumore al seno non perdona ritardi, neanche di poche settimane. Ecco perché è importante integrare esami di routine, come la mammografia, ad analisi più immediate, come quelle fornite da Eva. 

L'idea del ragazzo ha attirato l'attenzione dei più importanti investitori del mondo, tanto che oggi la sua startup conta tra i suoi sostenitori anche Jeff Bezos (fondatore di Amazon) e Bill Gates.

Lo sposalizio tra un dispositivo tanto semplice quanto efficace e la mente creativa di un giovane inventore fanno ben sperare per il futuro di milioni donne.

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