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Contro i rincari delle case farmaceutiche, 250 ospedali in USA hanno iniziato a prodursi i farmaci da soli

12 Gennaio 2019 • di Alberto Ragazzini
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Negli Stati Uniti gli ospedali stanno facendo fronte comune contro le grandi case farmaceutiche, per cercare di risolvere i problemi legati alla carenza e ai prezzi dei farmaci generici più usati. Per questo sempre più strutture stanno aderendo ad una società senza scopo di lucro che ha l'obiettivo di creare autonomamente alcuni di questi farmaci. L'obiettivo è quello di produrre entro la fine del 2019 almeno 14 tipi di soluzioni iniettabili più usate negli ospedali.

immagine: Pixabay

Si chiama Civica Rx l'idea che gli ospedali americani hanno avuto per fronteggiare le carenze e i rincari dei medicinali prodotti dalle grandi case farmaceutiche. Si tratta di una società senza scopo di lucro alla quale hanno aderito al momento oltre 250 ospedali da quando è stata annunciata a inizio 2018. Questa importante iniziativa ha raccolto numerosi consensi anche in strutture ospedaliere cattoliche, e sembra aver destato l'interesse e l'aiuto da parte del governo. 

Come CEO di questa società è stato nominato una vecchia conoscenza del settore ormai in pensione da due anni: Martin VanTrieste all'epoca importante membro di case farmaceutiche del calibro della Bayer e della Abbott. Proprio a testimoniare l'intento rivoluzionario di questo progetto, l'uomo ha deciso che il compenso percepito sarà interamente devoluto per coprire altre spese dell'azienda. 

Per il momento Civica inizierà la produzione di 14 farmaci generici iniettabili la cui distribuzione è prevista entro il 2019. La priorità la hanno ovviamente quei farmaci indispensabili e carenti negli ospedali, e quelli ormai datati con dei prezzi proibitivi dovuti a una concorrenza produttiva praticamente assente. 

Le scelte commerciali delle grandi case farmaceutiche hanno influito molto sullo stato attuale delle scorte di medicinali. In alcuni casi farmaci diventati fuori produzione e altri invece prodotti da un solo fornitore, hanno significato un considerevole aumento dei prezzi anche per semplici antibiotici di uso comune e soluzioni saline. Non ci resta quindi che attendere per vedere che tipo di impatto avrà questa interessante iniziativa e quale sarà la risposta da parte delle aziende farmaceutiche.

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