Una ragazza di 24 anni scopre un nuovo modo per scomporre la plastica e tenerla lontana dagli oceani - Curioctopus.it
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Una ragazza di 24 anni scopre un nuovo modo per scomporre la plastica e tenerla lontana dagli oceani

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Una buona percentuale degli articoli di divulgazione scientifica si concentra ormai su un fatto allarmante: la quantità di rifiuti plastici che si trova dispersa sulla Terra ha raggiunto un livello inaccettabile. Quella che fino a qualche anno fa era solo una blanda necessità, è divenuta ormai un'urgenza.

Una ragazza di 24 anni laureata all'Università della Pennsylvania sembra aver fatto un enorme passo avanti in tal senso. Miranda Wang, insieme alla collaboratrice Jeanny Yao, ha messo a punto un sistema che potrebbe tenere la plastica usa e getta lontana dall'ambiente naturale.

immagine: BioCellection

Il risultato degli studi della ragazza è BioCellection, una start-up che si concentra sul riciclo del polietilene, il materiale plastico più comune - e meno riciclabile. Particolarmente utilizzato nell'imballaggio e nel trasporto, solo una parte di esso viene riutilizzata o distrutta: il resto finisce nell'ambiente (si stima che ogni anno oltre 8 milioni di tonnellate di plastica vadano a finire negli oceani).

Il procedimento di BioCelection utilizza uno speciale catalizzatore per scomporre il polietilene in sostanze chimiche più semplici, utili per costruire altri oggetti, come ad esempio materiali da costruzione di ultima generazione

immagine: BioCellection

La fondatrice ci tiene a precisare che questo metodo non intende aprire un nuovo mercato e nuovi processi di riciclo, ma vuole affiancare (e magari sostituire) i processi tradizionali, così da non costringere le aziende che si occupano di smaltimento a trasformare radicalmente gli impianti (cosa che avrebbe un costo enorme, economico ed energetico).

Uno dei punti di forza del processo è la temperatura: mentre i metodi tradizionali lavorano a 500-1000 gradi, BioCellection ha bisogno di un ambiente a 120 gradi. Ciò rende questa tecnologia molto più facile da adottare anche per i piccoli impianti.

Concentrandosi solo sul polietilene, questo processo permette di arrivare ad un livello di riciclo (cioè di resa di materiale purificato e riutilizzabile) del 99,5%: al momento si è arrivati a superare l'80%, ma Wang è sicura di arrivare a superare il 90% entro la metà del 2019, così da aprire alla commercializzazione del brevetto.

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immagine: BioCellection

Questa incredibile accelerazione sarà possibile anche grazie ai premi e agli investimenti: a novembre 2018 la compagnia ha ricevuto 100.000 dollari dall'UCLA Institute of the Environment and Sustainability, che premia gli innovatori al di sotto dei 40 anni.

Se tutto va come sperato, a partire dal prossimo anno le montagne di plastica potrebbero diventare preziose come i giacimenti di petrolio. E ciò le terrebbe finalmente lontane dagli oceani.

Tags: ScienzaAmbiente
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