La città sotterranea che poteva ospitare 20 mila persona è dotata di un eccezionale sistema di ventilazione - Curioctopus.it
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La città sotterranea che poteva ospitare…
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La città sotterranea che poteva ospitare 20 mila persona è dotata di un eccezionale sistema di ventilazione

30 Dicembre 2017 • di Claudia Melucci
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Non capita tutti i giorni di ristrutturare casa, buttare giù una parete e scoprire una stanza segreta che in realtà fa parte di una vastissima città sotterranea: è proprio così che è stata scoperta l'antica città turca di Derinkuyu, nell'affascinante regione della Cappadocia. In questo territorio, ricco di insediamenti umani che si sono succeduti nell'arco dei secoli, sono molte le città sotterranee ma quella di Derinkuyu è in assoluto la più profonda. 

La città poteva ospitare 20 mila persone: al suo interno c'era tutto ciò che serviva alla popolazione per sopravvivere per un periodo molto lungo.

immagine: Yasir999/Wikimedia

È ancora incerto il numero di piani che poteva contare l'antica città di Derinkuyu: gli archeologici hanno ipotizzato un massimo di 18 livelli, ma oggi solo 5 sono accessibili. La scoperta della città risale al 1963, avvenuta nelle curiose modalità appena descritte. Derinkuyu non è la città sotterranea più grande della Turchia, ma è sicuramente quella più profonda: si stima che un tempo sprofondasse per oltre 100 metri al di sotto del suolo. 

L'architettura della città è incredibile: un sistema di ventilazione consentiva la più completà vivibilità anche nei piani più bassi, ed un sistema idrico forniva acqua potabile.

Il ricircolo dell'aria avveniva attraverso dei profondi pozzi di ventilazione, ad oggi ne sono stati individuati 52. Un fiume sotterraneo inoltre permetteva agli abitanti di utilizzare acqua potabile per gli scopi più vari. Ogni piano aveva a disposizione degli ambienti adibiti a cucina, stanze da letto, bagni, magazzini, stalle ed uno spazio riservato ai riti religiosi. All'interno di Derinkuyu c'era anche un piccolo cimitero.

Ma perché delle città sotterranee? Secondo gli storici l'esigenza di costruire città sicure nacque a causa delle frequentissime incursioni e aggressioni che avvenivano in questo territorio tra insediamenti diversi. Inoltre, non sono da dimenticare le caratteristiche climatiche della Cappadocia: il sottosuolo era perfetto per la conservazione degli alimenti, resa difficoltosa dal clima arido in superficie. 

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Gli storici non hanno certezza di quando siano state scavate le prime città sotterranee in Cappadocia.

immagine: Helen Cook/Flickr

La fonte più antica che parla di tali insediamenti sotterranei è l'opera dello storiografo greco Senofonte, L'Anabasi di Cipro, risalente al IV sec. a.C.: in questo testo lo scrittore si meraviglia di come un numero così elevato di persone riesca a vivere in città sotterranee, godendo di ogni tipo di necessità.

Secondo il Dipartimento Culturale della Turchia, furono i Frigi, una popolazione originaria proprio dell'Anatolia, i primi a scavare al di sotto del suolo, intorno all'VIII- VII sec. a.C.. Derinkuyu, e allo stesso modo anche le altre antiche città, furono allargate poi dai cristiani che usarono le grotte come rifugio dalle persecuzioni arabe. Gli storici sostengono che i cunicoli siano stati usati fino al 1923, data in cui si pose fine al massacro dei cristiani. 

Ogni piano è separato dall'altro da un portone che poteva essere chiuso da un enorme masso: si pensa che servisse a consentire alle persone di rifugiarsi ai piani più bassi e ad impedire l'accesso ai nemici. 

Ciò che ha stupito gli archeologi è la presenza di un grande cunicolo sotterraneo che si estende per chilometri e raggiunge la vicina città sotterranea di Kaymakli.

Dunque, le città erano collegate e ciò lascia pensare ad una collaborazione tra i diversi insediamenti, anche di natura commerciale. 

È semplicemente sorprendente ciò che si trova in questa bellissima regione della Turchia, la Cappadocia, che merita una visita per svariati motivi: un esempio eccellente di efficienza tecnologica in un'era in cui di tecnologico c'era davvero ben poco! 

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