Quali paesi sono in grado di affrontare i cambiamenti climatici? Ecco la classifica degli esperti

Giulia Bertoni

19 Settembre 2017

Quali paesi sono in grado di affrontare i cambiamenti climatici? Ecco la classifica degli esperti
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Regimi di precipitazioni modificati, temperature in variazione, assetti ecologici in mutazione: i mutamenti climatici sono un'ampia gamma di cambiamenti che avvengono sulla Terra sia per via di una variabilità climatica naturale che come conseguenza delle attività umane.
Ma quali sono le zone del pianeta che nel lungo periodo rischiano di risentire maggiormente di essi? Quali sono i paesi più vulnerabili e quali più organizzati, invece, ad affrontare un eventuale cataclisma? Questo indice stilato dalla University of Notre Dame Global Adaptation Initiative (ND-GAIN) parla chiaro.

via gain.org

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Risultati che sorprendono poco ma che non possono essere ignorati.

Risultati che sorprendono poco ma che non possono essere ignorati.

ND_GAIN

La classifica, che monitora la situazione climatica del mondo dal 1995, prende in considerazione più di 175 paesi ed è stata stilata valutando la vulnerabilità climatica di ognuno di essi, basandosi su fattori come la loro capacità di affrontare calamità naturali, la presenza/assenza di grandi negozi, la reperibilità di cibo e acqua potabile, la situazione sanitaria generale, le infrastrutture e l'habitat umano.

Non sorprende che le nazioni più a rischio con i cambiamenti climatici siano, sostanzialmente, quelle più povere, principalmente individuabili nel continente africano. Quelle che occupano i primi posti della classifica (tra cui ovviamente spiccano i paesi dell'Europa settentrionale), invece, non solo sono quelle meno esposte a eventi tragici a livello di mutamenti climatici, ma sono anche quelli più organizzati ad affrontarne uno nell'ipotesi che questo accada dalle loro parti.

La ricercatrice a capo di questo progetto, Jessica Hellmann, chiarsice: "Le nazioni meglio preparate non devono considerarsi immuni dai rischi di un disastro climatico: la necessità di migliorarci da questo punto di vista resta alta per tutti".

 

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