Un contadino Gallese crea per sbaglio il peperoncino più piccante al mondo

di Simone Troja

04 Giugno 2017

Un contadino Gallese crea per sbaglio il peperoncino più piccante al mondo
Advertisement

Mike Smith viene da Denbighshire, Galles, ed è un coltivatore di frutta che ha accidentalmente inventato una varietà di peperoncino talmente piccante da aver superato il record mondiale. "Ero davvero contento, anche se un po' sorpreso" ha detto Smith quando gli scienziati gli hanno comunicato di aver superato i 2.2 milioni del peperoncino più piccante sulla scala di Scoville. Superati di molto perché il Respiro di Drago (modo in cui Smith ha chiamato il suo prodotto) ha raggiunto i 2.48 milioni sulla scala della piccantezza ufficiale.

Immagine di copertina puramente illustrativa.

Tim Patterson | Flickr

Tim Patterson | Flickr

"L'ho semplicemente appoggiato sulla punta della lingua e non faceva altro che bruciare e bruciare" ha detto il coltivatore, che ha anche aggiunto di non aver mai piantato una varietà particolarmente forte di peperoncino perché non è un fan della cucina piccante. Smith ha ereditato l'attività da suo padre e da otto anni partecipa al giardinaggio competitivo da esposizione; ha dichiarato di non avere idea di quanto la pianta potesse essere piccante, a lui sembrava solo bella. Ma è bene comprendere quanto possa essere pericolosa, gli scienziati che hanno studiato il Respiro di Drago pensano che mangiarne un frutto potrebbe portare alla morte per shock anafilattico tanto elevato è il suo grado di piccantezza.

La pianta, alta ormai un metro, è stata trasportata al Royal Horticultural Society di Londra dove sarà in lizza per il premio "The Plant of the Year". Appena si è sparsa la notizia i ricercatori della Nottingham Trent University si sono messi in contatto per ottenere qualche frutto della pianta in quanto sostengono l'idea che l'olio di peperoncino possa essere la base per preparare un nuovo anestetico per coloro i quali sono allergici ai farmaci convenzionali.

Mike Smith sta aspettando le verifiche del Guinness World Records per avere l'ufficialità sul primato della sua pianta.

Advertisement