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7 cose a cui dovremo dire addio nel corso del 2017

18 Marzo 2017 • di Giulia Bertoni
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Sappiamo tutti che le attività umane hanno un impatto ambientale talmente forte che riescono a modificarne l'aspetto in maniera spesso tanto irreversibile quanto negativa.
Cambiano gli ecosistemi, i paesaggi e l'insieme delle specie viventi e per alcuni di essi è già possibile calcolare quando e in che misura arriverà la loro fine. Insieme ad essi, però, cambiano anche alcune nostre abitudini, e per il meglio. Ecco quali sono le estinzioni, reali e figurate, previste per l'anno 2017.

via: elpais.com

1. 35,000 chilometri quadrati di ghiacciai.

immagine: wikipedia.org

La NASA ha calcolato che dal 1979 a oggi, la quantità globale di ghiacciai presenti sul nostro Pianeta è andata diminuendo con una medi di 35.000 chilometri quadrati di ghiaccio ogni anno. La Groenlandia è uno dei territori più colpiti da questo fenomeno e su base annuale perde quantità di ghiacciai di superfici pari a quelle di paesi come il Belgio.

2. Diremo addio a circa 23 lingue del mondo.

È questa la stima realizzata dalla linguista Julie Tetel Andresen dell'Università americana di Duke. Delle circa 7000 lingue parlate al mondo, infatti, circa un quarto di esse ha meno di mille parlanti e questo le espone al rischio di scomparire. La velocità con la quale esse diminuiscono è di 23 all'anno e, proseguendo per questa strada, entro il 2100 se ne perderebbero tremila, ossia quasi la metà.

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3. 45 milioni di metri cubi di acqua.

Il discorso sull'accesso alle risorse idriche è complesso ma come spiega questo articolo, il problema non è la quantità di acqua che abbiamo a disposizione, ma la distribuzione che se ne riesce a fare nelle varie zone del mondo, anche a causa di perdite nei sistemi di irrigazione e degli impianti idraulici più grandi.
Nel 2010, ad esempio, fu calcolato che ogni giorno in Inghilterra e Galles, circa il 20% dell'acqua potabile pronta per essere distribuita nelle case dei cittadini andava persa a causa di queste perdite. Su scala mondiale, invece, questo spreco giornaliero ammonta a circa 45 milioni di metri cubi, una quantità sufficiente ai bisogni di ben 200 milioni di persone.

4. 13 milioni di ettari di bosco.

immagine: wikipedia.org

Secondo quanto riportato da Greenpeace, sul pianeta Terra rimane ora solo un quinto della vegetazione boschiva originaria che diminuisce ogni anno di 130.000 chilometri quadrati, più o meno la grandezza della Grecia, e con essa la loro capacità di assorbire l'anidride carbonica che produciamo.

5. Micro-granuli di plastica.

immagine: wikimedia.org

Una nota positiva: dopo esserci resi conto della facilità con la quale i micro-granuli andavano a inquinare l'ambiente, ora molti paesi ne hanno ufficialmente vietato la produzione e la commercializzazione; il 2017 sarà l'anno in cui paesi come gli Stati Uniti e l'Irlanda si uniranno a essi. Molte sono le aziende, inoltre, che hanno risposto all'allarma lanciato dagli esperti e hanno spontaneamente deciso di non ricorrere più ad essi nella produzione dei propri prodotti.

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6. Addio alle buste di plastica.

immagine: wikipedia.org

Il governo del Bangladesh fu il primo a bandirle del tutto nel 2002, ma da allora sono stati in diversi a seguire il suo esempio e anche per il 2017 la speranza che ulteriori paesi prendano questa importante decisione è alimentata da prese di posizione che fanno ben sperare.

7. 55.000 specie di esseri viventi.

Il WWF è stato chiaro: nell'ottobre del 2016 ha dichiarato che entro il 2020 potrebbero essersi estinti due terzi delle specie animali a un tasso che fra il 2017 e la data indicata potrebbe toccare il 68% e, per la prima volta nella storia evolutiva del pianeta, non a causa di cataclismi naturali ma per ragioni legate alle attività dell'essere umano. Il calcolo annuale di specie estinte si aggira fra le 18.000 e le 55.000.
Se volete scoprire di più su questo argomento potete consultare il sito che ogni anno pubblica l'elenco delle specie estinte o a rischio estinzione.

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