Il livello di ossigeno negli oceani è diminuito e la colpa è del cambiamento climatico - Curioctopus.it
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Il livello di ossigeno negli oceani…
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Il livello di ossigeno negli oceani è diminuito e la colpa è del cambiamento climatico

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Per averne sentito parlare così tanto, e in molti casi in maniera fin troppo allarmista, ci siamo già stufati del riscaldamento globale, è questo è paradossale visto che ancora non stiamo vivendo a pieno i suoi effetti. O meglio, il peggio deve ancora arrivare se non vengono adottate misure efficaci e definitive dalle nazioni. 

Proprio pochi giorni fa è stato pubblicato sull'importante rivista scientifica Nature, uno studio che rivela uno scenario disarmante: la quantità di ossigeno disciolto nelle acque degli oceani è in costante diminuzione. Avete idea di quali sono le conseguenze?

A scuola ci insegnano che l'ossigeno è vita: senza questo gas gli essere viventi muoiono.

Lo studio è stato portato avanti dal Centro di Ricerca per gli Oceani GEOMAR Helmholtz di Kiel, in Germania.

Dal 1960 al 2010 gli oceani hanno perso il 2% della quantità di ossigeno: la diminuzione peggiore è stata registrata nell'Oceano Artico.

Il responsabile di tutto ciò è sempre lui, il riscaldamento globale. Il principale motivo è il fatto che l'acqua più è calda e meno riesce a trattenere le sostanze gassose all'interno del suo volume. C'è anche un'altra spiegazione, ed è la stratificazione degli oceani: normalmente l'ossigeno che entra nell'acqua dall'aria passa velocemente in profondità, ma la presenza di acqua ad una maggiore temperatura (essendo meno densa) glielo impedisce: di conseguenza lo strato ricco di acqua rimane "galleggiante" sulla superficie. 

Intuire le conseguenze per la fauna che vive nelle profondità marine è molto facile...

immagine: pexels.com

Gli oceani con queste "zone di minimo" non sono compatibili con la vita marina. Gli scienziati ora temono che le aree critiche possano diventare sempre più numerose ed ampie, così da ridurre l'habitat per gli organismi viventi. 

Lo studio è soltanto l'ennesima prova del fatto che siamo veramente giunti ad un punto di non ritorno e che è questo il momento per agire. 

Tags: MareAmbiente
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