Le persone stanno realizzando cosa significa Google e perché il motore di ricerca più famoso si chiama così

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di Gianmarco Bonomo

14 Giugno 2024

The Pancake of Heaven/Wikimedia Commons - CC BY-SA 4.0

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L’uso quotidiano di Internet ha portato a tantissime novità nel nostro tessuto sociale e, in parte, anche nella nostra lingua. Uno dei casi più emblematici è quello di Google, una delle parole più utilizzate sul web e fuori, ma dal significato particolarmente oscuro. Insomma: cosa significa Google e perché i fondatori hanno scelto proprio questa parola per il loro motore di ricerca?

Cosa significa Google?

In un mondo in cui googlare è ormai diventato sinonimo di “cercare qualcosa su Internet”, è naturale chiedersi cosa significa Google. Si tratta di una parola così strana ma così utilizzata che la curiosità sorge spontanea. Se ci limitiamo al motore di ricerca, per capire da dove viene la parola Google dobbiamo tornare indietro, alla fine degli anni Novanta.

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Larry Page e Sergey Brin stanno sviluppando l’idea di un motore di ricerca in cui l’ordine dei risultati si baserà sulle relazioni esistenti fra le diverse pagine e i diversi siti, ma ancora non sanno come chiamarlo. O meglio, il motore ha già un nome, Backrub, che però non soddisfa nessuno. Durante una sessione di brainstorming, lo studente Sean Anderson suggerisce la parola googolplex, che indica un numero straordinariamente alto ma che Larry Page abbrevia in googol per il nuovo motore di ricerca. Sembra tutto pronto, ma per errore Anderson cerca come nome di dominio google.com e non googol.com, portando quindi al Google attuale.

Cos’è un googol?

La stessa Google spiega che il termine da cui deriva il suo nome, googol, rappresenta il numero 1 seguito da 100 zeri, ossia 10 elevato a 100. Si tratta di un numero che abbiamo definito come straordinariamente alto, e costituisce una metafora della missione del motore di ricerca: organizzare e rendere accessibili tutte le informazioni contenute su Internet.

E in effetti, non può che trattarsi di un riferimento simbolico, dal momento che un googol è un numero così grande che diventa visualizzabile soltanto dopo alcuni confronti. Tenendo a mente che un googol indica un 1 seguito da 100 zeri:

  • dall’inizio dell’universo sono passati circa 10 elevato a 17 secondi, un numero infinitesimo rispetto al googol;
  • il numero delle particelle elementari nell’universo è di circa 10 elevato a 87, il che significa che non raggiunge neanche il miliardesimo di miliardesimo di googol;
  • il numero possibile di partite a scacchi è stato stimato in circa 10 elevato a 120, risultando pertanto uno dei pochi valori che si avvicinano al concetto di googol.

Se quindi il googol viene utilizzato in matematica per applicazioni più o meno teoriche, Google è diventato sinonimo di ricerca online. Magari i risultati non saranno tanti quanti la sua controparte matematica, ma di certo rappresentano buona parte del web.

Per molte persone Google è una sigla

Forse a causa di una delle leggende metropolitane che circolano su Internet, oggi per molte persone Google è una sigla, che sta per Global Organisation of Oriented Group Language of Earth. L’acronimo, che si può tradurre come “Organizzazione Globale del Linguaggio del Gruppo Orientato della Terra” non ha praticamente alcun significato. Si tratta di un acronimo inverso, una parola che viene interpretata come acronimo ma che in realtà è nata per altre ragioni, un po’ come avviene quando si scopre cosa vuol dire davvero SOS.

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In verità, il nome Google non è casuale ma riflette l’enormità delle informazioni fornite dall’omonimo motore di ricerca. Alla fine degli anni Novanta né Larry Page né Sergey Brin avrebbero mai potuto prevedere che la loro creatura si sarebbe evoluta fino a diventare una delle compagnie tecnologiche più potenti del mondo. Chissà, forse il suo segreto è proprio il nome, e non parliamo certo di Backrub.

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