Mentre passeggia col suo cane trova lo scheletro di un dinosauro vissuto 70 milioni di anni fa

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di Francesca Argentati

04 Marzo 2024

Mentre passeggia col suo cane trova lo scheletro di un dinosauro vissuto 70 milioni di anni fa
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Immagina di trovare, per puro caso, lo scheletro di un dinosauro: cosa faresti? Il giovane di cui stiamo per parlare ha deciso di "mantenere il segreto" per ben due anni. Ecco come sono andate le cose.

Trova l'osso pelvico di un titanosauro

Trova l'osso pelvico di un titanosauro

damienboschetto/Instagram

Damien Boschetto, 25 anni, vive a Cruzy, comune situato nella Francia meridionale. Una mattina stava passeggiando insieme al suo cane, Muffin, quando si è diretto verso una foresta a Montouliers, a pochi chilometri da casa sua. Dopo essersi appassionato alla paleontologia nel corso degli studi, Damien durante le sue escursioni presta attenzione alla presenza di eventuali fossili. E quel giorno è riuscito a scorgere qualcosa di incredibilmente interessante: in seguito a una frana sulla scogliera, da una roccia erosa spuntava un osso di grandi dimensioni.

In realtà apparteneva a una creatura enorme, tra le più grandi che siano mai apparse sulla Terra: il titanosauro, di cui esistevano oltre trenta specie diverse. Dinosauro erbivoro con un collo molto lungo per raggiungere il fogliame degli alberi, poteva raggiungere una lunghezza di 25 metri e un peso pari a 70 tonnellate. Un vero gigante, di cui Boschetto a scoperto, inizialmente, soltanto una parte: l'osso pelvico. Nonostante la scoperta sia stata di enorme rilevanza, è stata tenuta segreta per due anni per tutelare il sito del ritrovamento, sul quale sono stati effettuati i dovuti scavi archeologici, che hanno svelato qualcosa di a dir poco sorprendente.

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Il 70% dello scheletro del titanosauro era intatto

Il 70% dello scheletro del titanosauro era intatto

damienboschetto/Instagram

Parlando finalmente della sua scoperta, Damien ha spiegato che non si tratta del suo primo ritrovamento: in precedenza si era già imbattuto in altri fossili di dinosauro. A rendere ancora più importante la sua ultima impresa è il fatto che, in Europa, i reperti relativi ai titanosauri sono davvero rari. Inoltre, gli scavi che hanno riportato alla luce non solo l'osso pelvico, ma il 70% dell'intero scheletro, che mostrava quasi tutte le ossa ancora attaccate le une alle altre.

Per due anni, Boschetto ha collaborato con il gruppo degli archeologi locali dell'Associazione Culturale Archeologica e Paleontologica del Museo Cruzy senza lasciar trapelare la notizia. "Il mio cane non ci aiutava particolarmente negli scavi, ma spesso faceva la guardia al terreno e ai fossili". L'estrazione è stato un procedimento delicato, dal momento che lo scheletro era seppellito nella roccia arenaria compatta, formatasi dalla cementazione di sabbie su strati diversi. Stando alle parole di Damien, le parti mancanti dovrebbero corrispondere a un femore e al cranio, che tuttavia potrebbero essere rinvenuti durante i prossimi scavi.

Il titanosauro vissuto nel tardo Cretaceo

Il titanosauro vissuto nel tardo Cretaceo

damienboschetto/Instagram

I titanosauri esistevano nel Cretaceo, periodo compreso tra i 145 e i 66 milioni di anni fa. L'esemplare scoperto da Boschetto misura circa nove metri e dovrebbe avere circa 70 milioni di anni, ma ulteriori indagini stabiliranno con maggiore certezza l'età e la variante specifica. Quando i lavori saranno ultimati, lo scheletro verrà esposto al Cruzy Museum, per il quale Damien lavora da diversi anni come volontario e a cui ha fornito numerosi fossili. Il direttore Francis Fages ha dichiarato: "Da quando è entrato a far parte del museo e dell'ACAP, ha contribuito molto alla paleontologia delle nostre collezioni, il che è importante per il futuro. Queste scoperte sono interessanti dal punto di vista scientifico perché contribuiscono alla comprensione delle specie e degli ecosistemi del tardo Cretaceo in Francia e in Europa.”

Nel frattempo, il giovane esploratore ha abbandonato il suo lavoro nel settore energetico e desidera conseguire un master in paleontologia per trasformare la sua passione in una professione. “Questa scoperta ha rafforzato il mio coinvolgimento nella ricerca scientifica e nella mia ripresa degli studi”. Le premesse per una carriera di successo non mancano di certo.

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