Reperti di 8000 anni fa ritrovati sul fondale marino a Capri: potrebbero riscrivere la storia del Neolitico

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di Gianmarco Bonomo

17 Dicembre 2023

Reperti di 8000 anni fa ritrovati sul fondale marino a Capri: potrebbero riscrivere la storia del Neolitico
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Il Mar Mediterraneo è stato per millenni il centro di un mondo vivo e ricco di civiltà diverse. A dirlo sono i tantissimi tesori sottomarini ritrovati lungo le coste dell’Italia, e non solo. Alcune scoperte hanno anche un’importanza maggiore, come quella che ha riguardato il carico di una nave neolitica, ritrovato nei mari di Capri, nel Golfo di Napoli. Scopriamo insieme i dettagli del ritrovamento.

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Un’incredibile scoperta archeologica vicino la Grotta Bianca, a Capri

Un’incredibile scoperta archeologica vicino la Grotta Bianca, a Capri

Soprintendenza ABAP Napoli

Nei limpidi fondali dell’isola di Capri sono stati riportati alla luce i primi indizi del carico perduto di una nave neolitica. La scoperta è merito di un team di archeologi subacquei e carabinieri, durante le immersioni di routine nell’area sommersa non lontana dalla Grotta Bianca. Nello specifico, i sommozzatori erano impegnati nel contrasto alla pesca di frodo, e hanno notato dei blocchi di pietra scura sul fondale marino. Sebbene all’inizio abbiano pensato a rocce naturali, ulteriori indagini hanno ribaltato le aspettative.

Quei blocchi erano ossidiana lavorata, probabilmente il carico di una nave affondata molto tempo prima. Insomma, si trattava di blocchi di ossidiana sparsi un’area di circa 100 metri quadrati a una profondità di 40 metri. Ancora più interessante del luogo del ritrovamento, forse, è stata la forma dell'ossidiana, perfetta per essere lavorata e trasformata in prodotti finiti, come lame, punte di freccia e coltelli.

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Il tesoro di ossidiana parte del carico di una nave neolitica

Il tesoro di ossidiana parte del carico di una nave neolitica

Soprintendenza ABAP Napoli

Una prima missione ha permesso al Nucleo Sommozzatori della Polizia, ai Carabinieri della Tutela del Patrimonio Culturale e alla Soprintendenza di Napoli di recuperare il primo blocco. L’ossidiana, conosciuta anche come vetro vulcanico, è una pietra che in natura si trova soltanto in alcune zone del mondo. Si tratta di un materiale che può essere lavorato e che costituiva una fondamentale materia prima quando i gruppi umani non lavoravano ancora i metalli.

Il primo blocco di ossidiana recuperato a Capri ha dimensioni notevoli, 28 x 20 x 15 centimetri, e pesa quasi otto chili. Dalle prime datazioni, gli esperti pensano che facesse parte del carico di una nave neolitica di circa 8000 anni fa. Unendo questa scoperta ai luoghi in cui era possibile trovare ossidiana, è possibile ipotizzare che le reti commerciali erano estese anche nel Neolitico.

Prospettive e nuove scoperte: si cerca lo scafo della nave

Prospettive e nuove scoperte: si cerca lo scafo della nave

Soprintendenza ABAP Napoli

Il recupero dei reperti sottomarini a profondità di 40 metri ha presentato e presenta tuttora delle sfide notevoli. Il Soprintendente ABAP di Napoli Mariano Nuzzo ha sottolineato la complessità delle operazioni e l’importanza della collaborazione fra sommozzatori di diversi reparti. Le prossime operazioni sono già in fase di organizzazione, e permetteranno di recuperare il resto del carico. E, perché no, di ritrovare anche parti della nave neolitica che trasportava i blocchi di ossidiana.

Al di là del recupero, sarà necessario procedere alla pulizia, al restauro e quindi allo studio dei reperti ritrovati a Capri. L’obiettivo è riuscire a comprendere le reti commerciali di un’epoca della quale sappiamo davvero poco. Certo, conosciamo la fitta rete di scambi durante l’Età del Bronzo, ma non ci sono notizie sull’epoca successiva e su quella precedente. Proprio per questo, ritrovare tracce degli scambi commerciali di 8000 anni fa è un incredibile punto di arrivo della ricerca. E un punto di partenza per altre, future scoperte.

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