Ecco perché non sbagli se parli al tuo cane come si fa con i bambini: lo dice la scienza

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di Francesca Argentati

27 Settembre 2023

Ecco perché non sbagli se parli al tuo cane come si fa con i bambini: lo dice la scienza
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Quante volte, rivolgendoti al tuo cucciolo, hai usato un tono di voce simile a quello che si usa con i bambini? Beh, secondo la scienza questo non è affatto un male, tutt'altro: sul tuo cane può avere un effetto estremamente positivo. Scopriamo insieme perché.

via Newsweek

L'amore per un cane può essere davvero smisurato, tanto da considerarlo un vero e proprio membro della famiglia. Allo stesso modo in cui parlando con bambini piccoli si assume in modo naturale un tono di voce più morbido e dolce, viene spontaneo farlo anche con i cani. Le creature che suscitano dolcezza ci portano a modulare il nostro timbro in base alle sensazioni che proviamo, ed è un fenomeno del tutto normale.

La scienza si è però interrogata su quale sia l'effetto del nostro tono di voce addolcito sui cani, definito "baby talk" per via della somiglianza con il modo dei genitori di rivolgersi ai propri figli. Due ricerche in particolare hanno riportato risultati interessanti al riguardo.

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Lo studio della York University sull'effetto del tono di voce infantile sui cani

Lo studio della York University sull'effetto del tono di voce infantile sui cani

Pexels

I ricercatori della York University, Regno Unito, hanno condotto uno studio per comprendere il perché avviene questo fenomeno e in che modo influisce sugli animali domestici. Per scoprirlo sono stati svolti alcuni esperimenti, durante i quali i cani sono stati messi in condizione di ascoltare due tipi diversi di contenuti verbali pronunciati da esseri umani: nel primo caso, la persona si è rivolta direttamente agli animali usando lo stesso tono di voce dedicato ai bambini e usando frasi che li coinvolgevano direttamente, come "che bravo cane". Il secondo soggetto partecipante, invece, ha parlato ai cani usando un tono normale, dunque non emotivo, e usando argomenti non inerenti, come ad esempio "oggi sono andato in piscina".

Il livello di attenzione degli animali durante le parole degli umani è stata analizzata dal team di ricerca, che al termine della comunicazione verbale hanno dato ai cani la possibilità di scegliere a quale, tra i due individui, preferivano avvicinarsi per avere un contatto diretto. A questo punto, per capire se la scelta fosse dovuta al tono utilizzato o al contenuto del messaggio, i due soggetti coinvolti hanno pronunciato la frase estranea all'animale usando la modalità "baby talk" e quella che invece si riferiva proprio al cane in un tono normale.

Alex Benjamin, coautrice dello studio e dottoranda in psicologia, ha dichiarato: "Abbiamo scoperto che i cani adulti erano più propensi a interagire e trascorrere del tempo con l'oratore che utilizzava toni morbidi con contenuti relativi ai cani, rispetto a quelli che utilizzavano toni normali senza contenuti inerenti agli animali."
Facendo ulteriori prove, la conclusione dei ricercatori è stata che i cani, per rispondere più volentieri ai comandi, dovevano ricevere messaggi rivolti espressamente a loro usando una voce dolce ed emotivamente coinvolta.

La ricerca ungherese spiega la reazione dei cani se parliamo loro come ai bambini

La ricerca ungherese spiega la reazione dei cani se parliamo loro come ai bambini

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Un'altra ricerca condotta in Ungheria ha riportato risultati simili. L'autrice dello studio, Anna Gergely, ha guidato il tuo team per anni nello studio degli effetti del tono di voce cantilenante adottato dagli umani nei confronti dei cani, utilizzando strumenti diagnostici come le scansioni cerebrali durante l'ascolto di "discorsi emotivi" sugli animali addestrati. I dati raccolti sono giunti alla conclusione che il "baby talk" produce un effetto positivo sui nostri pelosi, che sembrano più predisposti ad accogliere attivamente i nostri comandi. "Sulla base del nostro studio possiamo dire che una voce con un tono più alto e più variabile ha un potenziale maggiore per coinvolgere un cane durante le interazioni comunicative" ha spiegato la Gergely.

Inoltre, la ricerca ha scoperto un dettaglio in più rispetto allo studio della York University: pare che i cani abbiano una predilezione per le voci femminili. Questo aspetto era stato già riscontrato nei neonati, ma mai negli animali. Il team si è impegnato a estendere lo studio ad altre razze canine, compresi gli esemplari non addestrati e con caratteristiche genetiche differenti per approfondire il fenomeno. Secondo la Gergely, i cani che vivono in casa possiedono comportamenti simili a quelli dei bambini nel modo di apprendere e di sviluppare il legame affettivo con i propri umani.

Parlare al tuo cane come si fa con i bambini è molto positivo: continua così!

In definitiva, parlare con i propri cani come se fossero bambini non solo è positivo, ma consigliato: oltre a rispondere in modo più favorevole ai richiami, rafforzerai il legame emotivo con il tuo amico a quattro zampe, educandolo e insegnandoli a obbedire proprio come fosse un figlio... o quasi!

E tu come ti rivolgi al tuo peloso?

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