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Inventati droni autonomi anti disboscamento: lanciano semi capaci di piantare fino a 40.000 alberi al giorno

23 Luglio 2022 • di Cristina Conversano
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La crisi climatica sta portando  con sé una serie di problematiche che non è più possibile ignorare, come accadeva un tempo. Una tra tutte è la perdita della biodiversità, ossia quella condizione in cui viene a mancare la varietà e la variabilità degli organismi viventi e di tutti i sistemi ecologici collegati. Per risolvere questo problema, la tecnologia AirSeed, tecnologia che si pone come obiettivo la lotta al cambiamento climatico e la perdita della biodiversità, ha realizzato dei droni, dotati di intelligenza artificiale, capaci di spargere dei semi progettati per essere lanciati sul terreno. 

Ciascun drone è in grado di piantare oltre 40 mila baccelli di semi al giorno, volando in maniera autonoma. Vediamo di cosa si tratta.

via: Euronews

Combattere il cambiamento climatico e la biodiversità è uno degli obiettivi di AirSeed. Si tratta di una start-up australiana che ha progettato dei droni capaci di lanciare dei semi che darebbero vita a 40.000 alberi al giorno, per combattere la deforestazione. 

La nuova tecnologia combina intelligenza artificiale con baccelli di semi progettati per essere lanciati dall'alto sino nel terreno. L'azienda sostiene che il metodo funzionerebbe 25 volte più velocemente rispetto ai metodi tradizionali. 

"I baccelli di semi brevettati sono una soluzione a basso costo e a basso impatto per il rimboschimento delle specie autoctone e forniscono numerosi nutrienti, minerali e altre aggiunte supplementari, tutti necessari per lo sviluppo delle piantine, ma potrebbero non essere disponibili in abbondanza nel terreno in un luogo di impianto": questo è quanto viene dichiarato nel sito stesso dell'azienda. 

I droni progettati da AirSeed volano autonomamente con soli due passaggi: il primo round di voli viene effettuato per identificare le specie vegetali sul sito, e creare un impianto ottimale, mentre il secondo serve a lanciare i semi direttamente sul terreno. 

Con i primi dati si tracciano piani di voli accurati che i droni seguiranno. Una volta che tutti i semi sono stati piantati, i ricercatori continuano a utilizzare i droni per piantare semi per  rilevare e valutare i cambiamenti nel tempo, contare le chiome degli alberi e calcolare la biomassa.

"Questo aiuta a monitorare e segnalare accuratamente i tassi di crescita e, in definitiva, il successo del progetto di riforestazione/rivegetazione": aggiunge il sito web dell'azienda.

Incredibile, non trovi?

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