Apre in Islanda il più grande impianto per la cattura di anidride carbonica al mondo

Lorenzo Mattia Nespoli image
di Lorenzo Mattia Nespoli

15 Settembre 2021

Apre in Islanda il più grande impianto per la cattura di anidride carbonica al mondo
Advertisement

Un impianto da record, che promette di perseguire obiettivi davvero auspicabili per l'ambiente e per l'aria che respiriamo, quello aperto in Islanda con un intento ben preciso: catturare ed eliminare la CO2 in grandi quantità.

Non è un mistero, ormai, che la produzione in eccesso di anidride carbonica sia strettamente collegata a possibili danni ambientali anche gravi. Questo gas, che si forma nei processi di combustione, può infatti mettere a rischio lo strato di ozono sopra il nostro Pianeta, che dovrebbe proteggerci dall'azione nociva dei raggi ultravioletti. Ecco perché è importante contenere la sua presenza nell'aria, ed ecco perché un impianto come quello che stiamo per presentarvi può rappresentare una vera e propria svolta ambientale.

via Climeworks

Climeworks

Climeworks

Si chiama Orca, un termine che, in lingua islandese significa "energia". In parole semplici, è il più grande impianto di rimozione di anidride carbonica al mondo, in grado di catturarne circa 4.000 tonnellate ogni anno e poi convertirle in minerali da stoccare in sicurezza nel sottosuolo. L'equivalente delle emissioni rilasciate da 870 auto.

L'impianto è un vero concentrato di tecnologia, costruito dalla società svizzera Climeworks, con la collaborazione dell'islandese Carbfix. Grazie all'unione delle loro competenze, i tecnici sono riusciti a mettere in funzione degli speciali ventilatori che aspirano l'aria in contenitori metallici. Attraverso dei filtri altamente selettivi, poi, l'anidride carbonica viene catturata e, una volta pieni, i collettori vengono chiusi, la temperatura aumentata, finché il gas non viene rilasciato in forma concentrata e poi disciolto in acqua.

Advertisement
Climeworks

Climeworks

È a quel punto che la CO2 viene destinata alle profondità del sottosuolo, dove finisce in formazioni rocciose di basalto che, nel giro di circa due anni, favoriranno la sua cristallizzazione e la fusione permanente sotto forma di minerale.

Un processo davvero affascinante, non trovate? L'impianto, operativo a settembre 2021, è una struttura davvero rivoluzionaria, frutto di circa un anno di lavori e di un ampio progetto di decarbonizzazione dell'aria. Orca e le società che l'hanno prodotto, infatti, si sono dette assolutamente fiduciose nella riuscita di questa operazione, oltre che nella possibilità di potenziare, in tempi brevi, le sue capacità di rimozione della CO2.

Climeworks

Climeworks

In effetti, pensare che un impianto simile possa essere replicato in diverse altre realtà del Pianeta è una prospettiva piuttosto allettante, che varrebbe la pena di perseguire, considerando anche che l'alimentazione di Orca avviene attraverso energia geotermica totalmente rinnovabile. Tecnologia utile e al servizio dell'ambiente, non è vero?

Advertisement