Blu egiziano: il primo pigmento sintetico prodotto nella storia e poi dimenticato - Curioctopus.it
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Blu egiziano: il primo pigmento sintetico…
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Blu egiziano: il primo pigmento sintetico prodotto nella storia e poi dimenticato

19 Giugno 2021 • di Irene Grazia Paladino
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Hai mai pensato a quale sia l’orgine dei colori? Ci sono quelli che in natura si trovano facilmente e quelli che invece si ottengono unendo diversi colori: con il blu, però, la situazione cambia. È difficile trovarlo in natura e, in quanto colore primario, non può essere ottenuto dall’unione di altri colori. Ma gli Egizi trovarono una soluzione e produssero il primo pigmento sintetico della storia. Il blu egiziano, noto anche come silicato di calcio e rame, è un pigmento inorganico sintetico ed è considerato uno dei primi pigmenti artificiali ad essere stato usato dall’uomo. Appare quasi contemporaneamente in Egitto, a Creta e in Mesopotamia – anche se l'origine sembrerebbe comunque egiziana: il più antico esempio di questo pigmento risale a circa 5000 anni fa ed è stato trovato in un dipinto datato al regno di Ka-Sen, l'ultimo faraone della prima dinastia

immagine: FK1954/Wikipedia

Il blu, nella credenza egiziana, era il colore dei cieli e dell’universo. Era anche associato all’acqua e al Nilo, quindi il blu non era solo un colore ma simboleggiava la vita, la fertilità e la rinascita. Ma, come abbiamo accennato prima, il blu era difficile da trovare in natura: lo si trovava solo nel lapislazzuli, una pietra semipreziosa dal colore intenso. Questa poteva essere macinata finemente ma difficilmente veniva lavorata, in quanto oggetto di lusso. Non sorprende quindi che gli egiziani abbiano cercato di produrre un pigmento sintetico che potesse ricordare il colore del lapislazzuli.

immagine: Sailko/Wikipedia

Il blu egiziano è ottenuto dal riscaldamento di silice, malachite, carbonato di calcio e carbonato di sodio: questi minerali venivano cotti in una fornace a temperature comprese tra gli 800 e i 900 gradi centigradi. Il colore ottenuto è stato usato abbondantemente come pigmento nella pittura e può essere trovato su statue, pitture tombali e sarcofagi, nella sua tonalità più chiara o in quella più scura: il suo colore blu deriva infatti proprio da una delle componenti principali del pigmento, il rame.

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Il colore può essere più chiaro o più intenso e scuro, a seconda della lavorazione che viene fatta del pigmento: se questo viene macinato grossolanamente il blu prodotto sarà più intenso e scuro, se invece viene macinato più finemente il colore sarà più chiaro e pallido. La produzione di questo colore si è poi diffusa anche al di fuori dell’Egitto: la sua presenza è stata rilevata in numerosi oggetti greci e romani ma, alla fine dell’era romana, il suo metodo di produzione venne quasi dimenticato per poi essere riscoperto nel 19° secolo.

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