Recuperate registrazioni vocali di nativi americani ormai estinti: risalgano a cento anni fa - Curioctopus.it
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Recuperate registrazioni vocali di nativi americani ormai estinti: risalgano a cento anni fa

08 Marzo 2022 • di Francesca Argentati
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Immaginando il futuro e chiudendo gli occhi spostandoci cento anni in avanti, ognuno di noi può visualizzare uno scenario diverso nella propria fantasia: le innovazioni della tecnologia, le auto all’avanguardia, le rivoluzioni della moda e via dicendo. Una cosa però è certa: gli strumenti che abbiamo oggi a disposizione permetteranno agli umani di domani di poter guardare al passato: foto, video e audio saranno testimoni visivi e uditivi del nostro presente.

Lo stesso non possono dire i nostri antichi antenati, perlomeno non tutti. Per osservare i volti degli uomini vissuti molto prima di noi, non abbiamo che ritratti, disegni e fantasia.

Grazie a strumenti moderni però, oggi è possibile ascoltare le registrazioni vocali risalenti a ben cento anni fa dei nativi americani ormai estinti.

via: Tech Times

Si tratta di audio assolutamente rari di uomini californiani ormai estinti: 2800 registrazioni che vennero fatte su cilindri di cera Edison nella prima metà del ventesimo secolo in diverse lingue. Alcuni di questi idiomi sono considerati perduti, in quanto non hanno più dei madrelingua, anche se tutt’ora  sono diffusi tra coloro che li hanno appresi come seconda lingua.

All’interno degli audio sono state rintracciate voci indigene che intonano canti e preghiere del tutto inedite.

Ovviamente, il tempo trascorso ha lasciato il segno, danneggiando i cilindri le cui registrazioni risultano piuttosto compromesse.

Andrew Garrett, linguista di Berkeley, ha dichiarato che "Le versioni esistenti sono terribili, piene di rumore. Si capisce che c'è un suono, ma spesso non si può dire effettivamente che suono sia."

Visto il loro immenso valore a livello storico e culturale, però, gli studiosi dell’Università californiana hanno trovato il modo di salvare queste importanti registrazioni.

immagine: Berkeley Library

Con il Project IRENE, gli audio sono stati trasferiti all’interno di un archivio digitale tramite uno strumento di ultima generazione: la tecnologia di scansione ottica.

"Ciò che stiamo facendo è creare la possibilità di un rimpatrio digitale del patrimonio culturale, rendendolo comunque disponibile per gli studiosi" ha affermato il linguista.

I vecchi cilindri vennero registrati tra il 1900 e il 1940 dagli antropologi della medesima Berkeley con la guida di Alfred Kroeber. Negli audio sono incisi i racconti mitologici dalle voci del popolo Rumsen, narrazioni in lingua salinan, storie e canzoni parlate in centinaia di lingue native differenti.

Molti membri delle antiche tribù hanno avanzato la richiesta di poter ascoltare le 1.500 registrazioni spostate nell’archivio, con l’accordo dei ricercatori. Nonostante siano stati resi pubblici soltanto alcuni clip audio, i restanti saranno comunque a disposizione dei discendenti e di altri studiosi.

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