Niente più burqa o niqab nei luoghi pubblici: la Svizzera vieta il velo integrale con un referendum - Curioctopus.it
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Niente più burqa o niqab nei luoghi pubblici: la Svizzera vieta il velo integrale con un referendum

08 Marzo 2021 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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È un tema sempre molto dibattuto, da anni e in diverse realtà nazionali, quello dell'opportunità di indossare i tipici veli di origine islamica nei contesti pubblici dei Paesi dove questo culto non è il principale. Dopo un referendum vinto con una ristrettissima maggioranza del 51%, dal 7 marzo 2021 anche in Svizzera non si potranno più indossare il burqa o il niqab nei luoghi di frequentazione comune.

Il Paese centroeuropeo segue dunque le orme di Francia, Belgio e Austria e, dopo una consultazione fortemente voluta e sostenuta dalle forze politiche populiste conservatrici di destra, le donne di religione islamica dovranno mostrare il volto ogni volta che si trovano in pubblico, salvo rare eccezioni.

via: Reuters

Il divieto riguarda sia il burqa che il niqab, due indumenti a volte erroneamente confusi tra loro. Entrambi coprono praticamente tutto il viso delle donne, anche se il niqab lascia, nella maggior parte dei casi, gli occhi scoperti. Qualunque sia il tipo di velo scelto dalle donne musulmane che vivono in Svizzera, per via del referendum in questione potranno indossarlo soltanto nei luoghi di culto e durante determinati eventi "limitati" e legati a usanze tipiche, come ad esempio il carnevale.

Oltre alle compagini più conservatrici, il "sì" al quesito di voto è stato sostenuto anche da diversi movimenti femministi, musulmani liberali e laici, tutte realtà accomunate dal fatto di ritenere il velo integrale offensivo e dannoso per la libertà personale delle donne costrette a indossarlo.

Ovviamente, visto il dilagare e il perdurare della pandemia da Coronavirus, il provvedimento legislativo esclude tutte quelle misure utilizzate per coprirsi a scopi di sicurezza o salute, mascherine comprese. In Svizzera, coprirsi con il velo integrale era già vietato nel Canton Ticino e nel Canton San Gallo e, solo in determinati casi, anche in altre realtà locali. L'esito del voto, ora, estende di fatto il divieto a tutto il territorio nazionale, dando particolare rilevanza a tutti quei contesti affollati come ad esempio mezzi pubblici, strade, stadi, zone commerciali.

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Sebbene in Svizzera la percentuale di popolazione islamica sia stimata intorno al 5%, con un conseguente numero molto ristretto delle donne che indossano questo tipo di abiti, il referendum ha avuto una grande risonanza nell'opinione pubblica e nella vita politica dello Stato europeo. Il governo alla guida del Paese, infatti, si era schierato contro il divieto, ma i risultati hanno evidentemente mostrato divisioni molto marcate tra le opinioni della gente. C'è stato infatti chi ha accusato la consultazione di "islamofobia" e chi l'ha sostenuta come essenziale per i diritti delle donne. Voi che ne pensate?

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