I carboidrati raffinati aumentano di molto i rischi di patologie cardiache: una ricerca lo conferma - Curioctopus.it
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I carboidrati raffinati aumentano di molto i rischi di patologie cardiache: una ricerca lo conferma

15 Febbraio 2021 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Non è una novità che seguire una dieta sana dovrebbe essere, per tutti, un principio fondamentale grazie al quale mantenersi in salute. Allo stesso modo, non è nuovo che i cosiddetti "carboidrati cattivi", ossia quelli più raffinati, siano collegati a maggiori rischi di ingrassare o incorrere in determinate patologie.

Sull'alimentazione, tuttavia, sono davvero tanti le voci e le opinioni a cui ogni giorno siamo sottoposti, così tante che a volte non riusciamo a capire dove si trovi realmente la verità. Ecco perché tornano utili le ricerche scientifiche condotte e pubblicate da enti e personalità autorevoli. Ne è un esempio quella di cui stiamo per parlarvi, che ha fatto luce su un argomento dibattuto ormai da tempo: i carboidrati raffinati.

via: The Bmj
immagine: ElinorD/Wikimedia

Per essere in forma, tutti abbiamo bisogno di trarre energia dal cibo che assumiamo. I carboidrati sono specializzati proprio in questo. Questi zuccheri complessi, tuttavia, non sono sempre amici della nostra salute, né della nostra forma fisica. In particolare quelli più raffinati sono stati messi in relazione a un maggiore rischio di malattie legate all'apparato cardiocircolatorio.

Lo studio, condotto dai ricercatori del St. John's Research Institute di Bangalore, in India, e da molti altre realtà accademiche internazionali, ha preso in esame oltre 137.000 adulti in 21 nazioni diverse. Stile di vita, abitudini, dieta: tutto è stato monitorato dagli scienziati nell'arco di quasi 10 anni, prima di arrivare alle conclusioni.

Il "sorvegliato speciale" è stato il pane bianco, la cui assunzione costante è stata collegata proprio alle cardiopatie. Chi ha mangiato 10 fette di questo alimento ogni giorno, infatti, aveva il 33% di probabilità in più di incorrere in infarti o ictus. Lo stesso discorso e cifre simili valgono per altri alimenti con quantità speculari di carboidrati raffinati. Il tutto rispetto a chi ne mangiava porzioni drasticamente minori.

Risultati che da un lato possono apparire scontati e niente affatto nuovi; dall'altro però hanno confermato una serie di posizioni e ricerche che, negli anni, non sono state sempre chiare e note ai più, aggiungendo interessanti informazioni. Ad esempio, è stato reso noto che il riso bianco, sebbene rientri nella categoria "incriminata", non è responsabile degli stessi rischi per la salute che possono dare altri cereali raffinati. Un aspetto che va a contraddire precedenti ricerche che invece lo avevano inserito tra gli alimenti a rischio.

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immagine: Picryl

La raffinazione elimina dai cereali in questione moltissime sostanze nutritive, se non la maggior parte. Parliamo di fibre, acidi e composti vegetali "buoni", che agirebbero in favore dei livelli di zucchero nel sangue, controllandoli e nutrendo a dovere. Più sono raffinati, dunque, più rischiano di essere dannosi. Ecco perché occorre prestare molta attenzione a ciò che mangiamo quotidianamente, visto che questi carboidrati sono presenti in una quantità davvero notevole di cibi sui quali spesso non ci facciamo troppi problemi.

Il problema, come sottolineato dalla ricerca, sta anche nel fatto che i prodotti a base di cereali raffinati sono più economici rispetto ai corrispettivi integrali o meno lavorati. Le persone di tutto il mondo, dunque, andrebbero aiutate ad avere più consapevolezza sull'argomento, oltre che a poter acquistare a prezzi accessibili cibi più salutari. Si tratta di una sfida complessa, con moltissime implicazioni, ma di sicuro è un passo fondamentale per aumentare la qualità della vita.

Tags: ScienzaCiboMedicina
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