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Il glifosato utilizzato nei pesticidi non sarebbe cancerogeno: lo ha stabilito l'Unione Europea

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Nonostante negli anni passati sia stato classificato come pesticida potenzialmente cancerogeno per l'essere umano, il glifosato ora ha avuto il "pass" ufficiale da parte della Corte di Giustizia dell'Unione Europea con una sentenza risalente al 1 ottobre 2019. L'UE ha quindi bloccato lo stop all'uso del glifosato come pesticida utilizzato per piante e repellente contro l'azione degli insetti facendo rientrare l'allarme di molte delle nazioni del Vecchio Continente che avevano promesso uno stop definitivo dell'uso di tale sostanza.

immagine: Scot Nelson/Flickr

Ma andiamo per ordine: la Corte dei Giudici di Lussemburgo ha scandagliato e passato in rassegna tutti gli studi e le analisi precedenti alla normativa sull'uso illecito o i danni potenziali del glifosato contenuto in molti dei più comuni pesticidi sul mercato dell'Unione Europea. Introdotto per la prima volta nel 1974, il glifosato è un diserbante non selettivo capace di eliminare alla radice ogni tipologia di erba infestante; con quasi 5 miliardi di dollari di vendita, questo pesticida è a tutti gli effetti l'erbicida più utilizzato al mondo.

La Monsanto (più recentemente acquistata dal colosso tedesco Bayer) brevetta la molecola del glifosato e la commercializza con il nome di Roundup, fino ad arrivare ad un picco di vendibilità negli anni Novanta, il periodo in cui vengono introdotte sul mercato internazionale le prime colture geneticamente modificate. Nel 2001 il brevetto scade, e il glifosato viene poi comunemente usato non soltanto nel campo dell'agricoltura, anche per la cura dei giardini pubblici e privati e per la manutenzione del verde.

immagine: Pixabay

Nel 2015 arriva però il punto di rottura. La pubblicazione di uno studio dell'IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) inserisce il glifosato nella lista delle sostanza potenzialmente cancerogene per l'essere umano (gruppo 2A), mentre allo stesso tempo l'EFSA (Auorità Europea per la Sicurezza Alimentare) rende noto uno studio secondo il quale il glifosato in questione non è genotossico, non presenta un pericolo per il DNA umano. Questa divergenza di opinioni sembra però trovare un punto di incontro con le dichiarazioni del gruppo FAO/OMS sui pesticidi e dell'Echa (Agenzia europea per le sostanze chimiche) che hanno dichiarato la non cancerogenicità del glifosato. Sono seguite in accordo Canada, Australia, Giappone e Nuova Zelanda.

Nonostante la decisione dell'UE neghi una volta per tutte la genotossicità per l'uomo, il glifosato rimane in ogni caso un diserbante che potrebbe causare danni agli occhi e potrebbe essere tossico per la flora e la fauna in ambienti considerati acquatici, con conseguenti pericoli di contaminazione di cibo. 

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