Questi studenti hanno realizzato un guanto che permetterà ai sordomuti di comunicare a "parole"

Simone Fabriziani

21 Agosto 2019

Questi studenti hanno realizzato un guanto che permetterà ai sordomuti di comunicare a
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Le nuove frontiere della comunicazione tra sordomuti e udenti che non conoscono il linguaggio dei segni stanno per espandersi con l'arrivo di una invenzione tutta italiana nata dalla mente di due giovanissimi studenti di Varese; stiamo parlando di un rivoluzionario guanto che riuscirà a tradurre il LIS (linguaggio dei segni) in una vera e propria voce udibile; il guanto progettato ha il nome di "Good Morning" e queste sono le sue incredibili caratteristiche.

via Varese News

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Isis Facchinetti/Facebook

Mateo Ibro e Antonio Falsetti sono due studenti dell'Isis Facchinetti di Castellanza in provincia di Varese, ed hanno rispettivamente 16 e 17 anni; in occasione di un progetto educativo digitale lanciato da Microsoft hanno ideato un guanto super-tecnologico che, grazie a dei sensori applicati agli anelli che si infilano nelle dita, riesce a tradurre il linguaggio dei segni utilizzato dalle persone sordomute in verbo grazie ad una apposita applicazione per smartphone collegata.

La persona sordomuta non deve fare altro che indossare il guanto e comunicare con il suo linguaggio dei segni, mentre una voce sintetica traduce sull'app simultaneamente ciò che intende comunicare con vere e proprie parole.

Isis Facchinetti/Facebook

Nonostante al momento "Good Morning" sia soltanto un prototipo, questo guanto potrebbe in futuro migliorare la qualità della vita delle persone sordomute, sia nell'ambito dell relazioni sociali con individui che purtroppo non conoscono il LIS, sia in ambito lavorativo. Mateo e Antonio sono però intenzionati seriamente a mandare avanti il progetto da veri e propri imprenditori, e si sono rivolti ad un professionista per ottenerne il brevetto.

Se il guanto super-tecnologico è costato 150 euro per la realizzazione, sul mercato in futuro potrebbe costarne 500. Un bel passo avanti per una invenzione tutta italiana che potrebbe cambiare radicalmente in meglio la vita sociale delle persone affette da sordomutismo.

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Isis Facchinetti/Facebook

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