7 personaggi storici che sono morti per una malattia per cui oggi esiste un vaccino - Curioctopus.it
x
Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza i cookies. Continuando a navigarlo acconsenti al loro uso in conformità alla nostra privacy policy Ok
x
7 personaggi storici che sono morti…
13 oggetti stravaganti del passato di cui non saprete indovinare l'utilità Nel 1972 un computer all'avanguardia aveva previsto il collasso della civiltà sulla Terra per il 2040

7 personaggi storici che sono morti per una malattia per cui oggi esiste un vaccino

06 Ottobre 2018 • di Claudia Melucci
13.558
Advertisement

Vaccini o non vaccini, questo il dilemma: suonerebbe così la domanda esistenziale che Amleto porrebbe a sé stesso. Per molti non c'è spazio di discussione: i vaccini salvano le vite, poco importa se a lucrarci sopra c'è un sistema crudele e avido di denaro. La chiusura, però, viene anche dal fronte opposto: i vaccini sono un'invenzione delle case farmaceutiche, si può vivere anche senza di essi. 

Non è questo l'ambito in cui vogliamo schierarci da una parte o dall'altra, né sollevare un dibattito acceso: uno spunto di riflessione, però, ve lo vogliamo dare. Ecco una lista di personaggi che, nel bene o nel male, hanno lasciato inciso il loro nome negli annali storici, deceduti per malattie oggi sconfitte e per cui esiste una cura. 

E se un vaccino potesse salvare la vita a un nuovo Tchaikovsky o ad un Cartesio del 2000?

Vladimir Lenin – Sifilide

Sebbene la causa ufficiale della morte del primo ministro della Repubblica Russa sia l'infarto, alcune ricerche provano che Lenin morì a causa della sifilide. Si tratta di una malattia trasmessa sessualmente, che provoca piaghe in diverse zone della pelle e che, se non curata, porta a importanti complicazioni. 

La sifilide oggi si cura con gli antibiotici, i quali l'hanno resa molto meno diffusa e aggressiva rispetto al passato. 

Franklin Delano Roosevelt – Poliomielite

Il trentaduesimo presidente degli Stati Uniti contrasse la poliomielite all'età di 39 anni. La malattia lo costrinse alla sedia a rotelle per gran parte del suo mandate presidenziale, a causa di una progressiva paralisi. La causa ufficiale della sua morte è un'emorragia cerebrale, dovuta alla poliomielite, che lo colpì mentre stava lavorando nel suo ufficio. 

Ad oggi non c'è una cura vera e propria per la poliomielite, ma un vaccino ha diminuito drasticamente la sua diffusione.

Advertisement

Wilbur Wright – Tifo

Il co-autore dell'invenzione dell'aeroplano, oltre al fratello Orville, venne colpito da tifo: la malattia si contrae attraverso l'ingestione di cibo o acqua contaminati e provoca febbre e dolori addominali.

Anche per il tifo oggi esiste un vaccino preventivo e una cura antibiotica in grado di debellare la malattia. 

Benjamin Franklin – Febbre gialla

Il famoso scienziato, nonché presidente degli Stati Uniti, venne colpito dalla febbre gialla nel pieno di un'epidemia a New York. La malattia viene trasmessa attraverso una zanzara e più volte ha colpito gli Stati Uniti nella storia.

Sebbene non sia ancora del tutto debellata – permane soprattutto nei paesi in via di sviluppo – un vaccino non rende più la febbre gialla una malattia mortale. 

George Gordon Byron – Malaria

immagine: NPG/Wikimedia

Il poeta, esploratore e politico inglese morì in Grecia durante le rivolte contro la conquista turca. Fonti storiche riportano a determinarla fu una febbre provocatagli dall'uso di strumenti non sterili durante un salasso, ma ricerche parallele suggeriscono piuttosto la malaria come causa. 

La malaria è ancora oggi molto diffusa, soprattutto nelle zone tropicali, ma è disponibile una gran quantità di medicinali che la curano.

Advertisement

Peter Ilich Tchaikovsky – Colera

immagine: Unknown/Wikimedia

Il compositore de "Il lago dei cigni" è morto molto probabilmente a causa del colera, contratta da cibo o acqua contaminata da un batterio. I medici sono d'accordo sul fatto che una semplice cura antibiotica avrebbe salvato il compositore, se solo fossero esistiti al suo tempo.

Renato Cartesio – Polmonite

Il filosofo padre della locuzione cogito ergo sum ("Penso, quindi sono"), si ammalò di malaria probabilmente dopo essersi trasferito in Svezia, dove era di frequente esposte a climi rigidi per insegnare la filosofia alla regina.  

Non sappiamo se a causare la polmonite al filosofo fu un batterio, un virus o un fungo, ma di sicuro le numerose risorse che permettono oggi di curare la malattia gli avrebbero consentito di vivere più a lungo.

Advertisement

Lascia il tuo commento!

Advertisement
Advertisement

Ti è piaciuta questa storia?

Clicca su "mi piace" e non perderti le migliori.

×

Già sono fan, grazie