Gli aborigeni australiani detengono la cultura umana più antica del mondo: ecco lo studio che lo ha scoperto - Curioctopus.it
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Gli aborigeni australiani detengono la cultura umana più antica del mondo: ecco lo studio che lo ha scoperto

14 Dicembre 2017 • di Francesco Mattia
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Qual è la popolazione umana in possesso della cultura più antica? Questa semplice domanda ossessiona da sempre storici, antropologi e genetisti, tanto da aver condotto alcuni di loro ad una possibile risposta. Alcune ricerche provenienti dal Max Planck Institute - guidate dalla ricercatrice italiana Chiara Barbieri - hanno mostrato come gli aborigeni australiani siano i diretti discendenti di coloro che, separandosi dagli asiatici, attraversarono l'oceano ed approdarono in un nuovo continente.

La cultura più antica appartiene agli antenati degli odierni aborigeni australiani.

Secondo quanto emerso dalle ricerche della Barbieri, 58.000 anni fa gli antenati degli odierni aborigeni australiani e papuani si distaccarono dalle popolazioni asiatiche e, attraversato l'oceano, giunsero dove sono ancora oggi. Le ricerche sono state effettuate su campioni di genomi di 83 aborigeni australiani e 24 papuani, in modo tale da dar vita allo studio genetico più dettagliato su queste popolazioni.

Le migrazioni iniziarono tutte dal continente africano circa 72 mila anni fa: prima si diressero verso l'Asia, poi verso i territori corrispondenti all'odierna Australia.

Stando agli esiti delle ricerche, circa 72.000 anni fa un grandissimo numero di individui si spostò dall'Africa (il continente da cui le ondate di migrazioni umane sembrerebbero essere partite) e popolò l'Asia. 58.000 anni fa, questo grande blocco si divise ed una parte navigò verso sud, fino a raggiungere un nuovo continente: infatti, sembra che, prima della più recente glaciazione, Tasmania, Australia e Nuova Guinea fossero unite in un'unica terra denominata Sahul.

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La popolazione giunta a Sahul, con il tempo, iniziò a diversificarsi da quella originaria.

immagine: Mombas/ Wikimedia

Coloro che si erano distaccati dal blocco asiatico, non appena approdati a Sahul cominciarono lentamente ad adattarsi ai suoi ambienti, modificandosi rispetto alle popolazioni dalle quali provenivano; l'adattamento biologico, il quale solitamente si attua in tempi lunghi, può contribuire alla conferma dei risultati dello studio e delle date sopra menzionate.

Lo scioglimento dei ghiacci determinò la separazione delle terre e, oltre alla modifica del territorio, contribuì anche alla diversificazione delle popolazioni.

Lo scioglimento dei ghiacci fece innalzare il livello del mare, provocando la separazione della Tasmania da Sahul 12.000 anni fa; poi si separò la Nuova Guinea (tra l' 8.000 e il 6.500 a.C.), isolando l'Australia e giustificando le differenze (adattive) attualmente osservabili tra le relative popolazioni.

Una narrazione mitologica sembra testimoniare il processo di progressiva separazione di un gruppo di uomini originariamente compatto.

Nonostante alcune differenze fisiche, però, questi popoli mantennero una forte identità culturale. Ciò fu permesso dalla tradizione del cosiddetto Tempo del Sogno, una narrazione mitologica tramandata probabilmente da migliaia di anni che narra di divinità creatrici vissute in un mondo privo di differenze. Secondo gli antropologi, tali coordinate potrebbero rimandare al tempo in cui gli antenati abitavano ancora insieme all'interno di Sahul, ovvero prima della sommersione di parte del continente.

Ciò che traspare, dunque, è che gli aborigeni australiani risultano la popolazione contemporanea in possesso della cultura più antica!

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