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Il castigo non è la miglior forma di educazione: la scelta migliore è offrire alternative

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Quando ci si trova davanti ad un bambino che non vuole rispettare la volontà dei suoi genitori, spesso si è portati a pensare che stia crescendo in assenza di limiti e che un po' di fermezza in più non guasterebbe. In realtà però, spesso la severità non è l'arma migliore con cui un genitore può farsi ascoltare, ma la capacità di stimolare suo figlio evitando di porre dei confini senza dare alcuna spiegazione.

In altre parole, non sempre dire "NO" e punire equivale ad educare.

Spiegare i motivi del divieto

immagine: Freepik

Quando un bambino disubbidisce, l'istinto del genitore è quello di alzare la voce e cercare di intimorirlo. Questo non è però un comportamento costruttivo, ma alimenterà solo il nervosismo e il desiderio di ribellione.

Quello che serve da parte del genitore, è uno sforzo mentale per capovolgere il divieto fornendo una spiegazione e dove possibile anche un'alternativa.

Anche se spesso ci ostiniamo a trattarli come creature da accudire, i bambini sono estremamente intuitivi e comprensivi, soprattutto se ci si sofferma a spiegar loro le cose.

Offrite alternative e... mantenente le promesse!

Invece di dire "Non rompere il giocattolo, cattivo!" si potrebbe ad esempio dire "Se rompi il giocattolo non ne avrai altri per giocare domani"; o ancora, invece di dire "Non ti compro le caramelle!" si potrebbe dire "Troppe caramelle fanno male: ci prepariamo un bel frullato a casa?".

Attuare delle strategie del genere eviterà che il bambino faccia le stesse richieste in futuro, e anzi potrebbe essere lui a proporvi l'alternativa conoscendo già la vostra spiegazione. La comunicazione ne gioverà, e anche la loro autostima.

L'unica raccomandazione, nel caso in cui decidiate di vietare qualcosa rimandandola ad un prossimo futuro ("lo facciamo stasera o domani"), è quella di mantenere le promesse! I bambini hanno un'ottima memoria, e non rispettare una promessa fatta potrebbe vanificare i vostri sforzi di costruire un rapporto di complicità e fiducia.

Insomma, per concludere, parlate ai vostri figli, spiegate i motivi delle vostre scelte, rendeteli consapevoli delle conseguenze delle azioni... e riservate i NO o le punizioni severe alle situazioni che davvero lo richiedono.

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