Il dilemma del porcospino, il racconto che descrive alla perfezione il problema di tutte le relazioni umane - Curioctopus.it
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Il dilemma del porcospino, il racconto…
325 anni fa le esecuzioni: ora la città delle streghe di Salem le ricorda con un monumento 19 gatti che hanno trovato l'erba gatta... E che sono andati in tilt subito dopo!

Il dilemma del porcospino, il racconto che descrive alla perfezione il problema di tutte le relazioni umane

23 Luglio 2017 • di Simone Troja
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Questo racconto è una metafora che descrive le problematiche dell'intimità umana. Se avete mai avuto una relazione di qualunque tipo vi sentirete sicuramente chiamati in causa, comprendendo bene ciò a cui si sta alludendo. Tale concetto è stato elaborato per la prima volta da Arthur Schopenhauer (filosofo tedesco) per poi essere ripreso ed adottato da Sigmund Freud (neurologo e psicoanalista austriaco) in ambiti come la psicologia delle masse e l'analisi dell'Io.

Il dilemma del porcospino

La parabola recita:

Alcuni porcospini, in una giornata invernale, si strinsero vicini per scaldarsi e non rimanere assiderati. Ben presto, però, proprio quando iniziavano a percepire il tepore, iniziarono anche a sentire le spine dell'uno e dell'altro e a provare dolore, così furono costretti ad allontanarsi. Ma l'inverno era gelido e dopo un po' sentirono di nuovo l'esigenza di avvicinarsi per ritrovare il calore. I porcospini iniziarono così ad avvicinarsi e allontanarsi, sballottati tra due mali "estremi", finché riuscirono a individuare la distanza che permetteva loro di stare bene.

Allo stesso modo, il bisogno di relazionarsi socialmente, che è intrinseco dell'essere umano, ci spinge gli uni verso gli altri. Ma i difetti e le incomprensioni ci allontanano nuovamente, iniziando così anche noi a fare avanti e indietro, incastrati in una sorta di limbo.

Trovare la distanza giusta nelle relazioni intime della nostra vita è molto difficile, ma così come non è possibile vivere in simbiosi senza soffrire, non si può nemmeno condurre la propria esistenza nella completa solitudine. Per questo motivo la relazione "migliore" è quella fatta anche di distanze, magari corte ma necessarie. E voi invece, sentite il freddo dell'inverno o le spine dei vostri affetti?

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