Facciamo chiarezza sui falsi miti che riguardano i vaccini: 7 credenze che andrebbero riconsiderate - Curioctopus.it
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Facciamo chiarezza sui falsi miti che riguardano i vaccini: 7 credenze che andrebbero riconsiderate

22 Giugno 2017 • di Claudia Melucci
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Quando la disinformazione contamina temi di notevole importanza nascono falsi miti che, nella maggior parte dei casi, finiscono per conquistare le convinzioni delle persone di facile giudizio. Cosa dire a proposito dei vaccini? Se ne sono dette molte, di notizie inventate ne sono circolate a bizzeffe, sia di quelle che sostenevano la loro utilità sia di quelle che invece li consideravano solo una grande truffa. Indagare, approfondire la questione per cercare di intravedere la verità tra tutta la nebbia che circonda il tema, è diritto di ognuno di noi, ma per farlo dovremmo esclusivamente basarci su dati scientifici ed abbandonando definitivamente falsi miti, come questi

Molte persone credono che il vaccino comporti questi rischi:

  1. Il vaccino causa l'autismo: la paura si è diffusa a seguito della pubblicazione di uno studio condotto dal dott. Andrew Wakefield, nel 1997. Secondo la ricerca pubblicata su una prestigiosa rivista medica, alcuni vaccini provocano autismo nei bambini. La conclusione fece scalpore ma presto venne fatta luce sulla verità: lo studio venne portato avanti con oggettiva superficialità, oltre ad essere in evidente conflitto d'interessi con la posizione del dottore. La rivista decise di ritirare la pubblicazione e il medico perse la licenza di operare in ambito medico.
    Studi successivi hanno indagato sul legame tra vaccino e autismo, ma ad oggi non ci sono prove che questo legame esista. Al contrario, indagini più recenti fanno risalire l'autismo ad uno stato embrionale di gran lunga precedente alla somministrazione di vaccini. 

  2. Il sistema immunitario dei bambini è troppo prematuro per accogliere tutti i vaccini previsti dalla legge: l'ultimo provvedimento legislativo in tema di vaccini ha mutato il numero delle somministrazioni obbligatorie. Si passa da 4 a 12, un incremento notevole che può far pensare che 12 siano davvero troppi per il sistema immunitario di un bambino.
    Il vaccino consiste nell'iniezione di cellule infettate in laboratorio con un determinato virus e comporterebbe dunque dei rischi introdurre nell'organismo un così elevato numero di virus. 
    No, il sistema immunitario, anche dei neonati, è più forte di quello che si pensa: molti studi riportano che, volendo fare una stima numerica, si potrebbero somministrare fino a 10 mila vaccini in una sola volta.

  3. L'immunità naturale è molto meglio di quella indotta: il principio su cui si basa il vaccino è sviluppare una difesa contro un virus senza manifestare la malattia. Un bambino non vaccinato soffrirà per la contrazione del virus, e svilupperà l'immunità solo dopo essere guarito. Un bambino vaccinato al contrario subirà un'infezione asintomatica che lo porterà a sviluppare gli anticorpi pur non cadendo in alcuna malattia. Le infezioni virali sono spesso fatali e possono avere delle conseguenze importanti sulla salute del bambino, ecco perché lo sviluppo dell'immunità naturale è solo questione di fortuna. 

  4. I vaccini contengono tossine pericolose: nelle somministrazioni sono presenti anche sostanze che in altri casi sono classificate come molto pericolose per il corpo umano. Nei vaccini c'è ad esempio la formaldeide, il mercurio e l'alluminio: perché allora non ci si dovrebbe preoccupare per la loro presenza? Nei vaccini approvati sono aggiunte soltanto quantità infinitesimali delle suddette sostanze, di gran lunga inferiori alle dosi indicate come pericolose. Inoltre queste sostanze svolgono un ruolo fondamentale: la formaldeide ad esempio ha la funzione di rendere inattivi alcuni virus come la poliomielite e l'epatite A, pur mantenendoli "intatti" in modo da farli riconoscere al sistema immunitario per sviluppare l'immunità. 

  5. Non vale la pena fare il vaccino: affermare che il vaccino sia fin troppo rischioso è errato, così come dire che è totalmente privo di rischi. Come qualsiasi farmaco, anche i vaccini hanno un proprio "foglietto illustrativo". Ciò che può smentire questa falsa affermazione sono ancora una volta i numeri: si sono verificate pochissime morti che in qualche modo si possono ricondurre alle vaccinazioni, all'incirca un caso ogni due milioni di iniezioni. Non dimentichiamoci che sottoponiamo spesso i nostri bambini a delle cure che hanno un tasso di mortalità molto più alto

  6. Il vaccino infetta il bambino con la stessa malattia che cerca di prevenire: possono seguire dei sintomi alla somministrazione del vaccino simili a quelli che induce il virus da cui ci si vuole proteggere, ma ciò che è errato è considerarli causati dalla malattia stessa. I sintomi rappresentano una risposta del corpo al vaccino e non alla malattia.

  7. Non ci sono più così tante malattie e si può fare a meno dei vaccini: grazie alla vaccinazioni di grandi gruppi persone, anche le minoranze non vaccinate godono di una certa protezione nei confronti delle malattie. Questo perché un virus non ha la possibilità di diffondersi in epidemie, essendo la maggior parte degli individui resistenti. Questo fatto è molto importante perché ci sarà sempre una frazione di persone non vaccinate, malati, donne in gravidanza e bambini piccoli. Ma se non ci si vaccina più, la protezione globale viene a mancare offrendo la possibilità a virus e batteri di iniziare a diffondersi. È sbagliato pensare che se una determinata malattia è assente nel proprio paese, la vaccinazione si rende inutile: quel virus potrebbe essere importato dalle persone che viaggiano nei paesi esteri in cui quel virus è presente. 

Mentre la scienza continua a progredire, le persone non dovrebbero mai dimenticare quante morti e sofferenze hanno evitato i vaccini e quante ne continuano ad evitare. 

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