La metafora dello zaino per prepararsi alla vita: due situazioni non molto diverse tra loro - Curioctopus.it
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La metafora dello zaino per prepararsi…
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La metafora dello zaino per prepararsi alla vita: due situazioni non molto diverse tra loro

31 Marzo 2017 • di Claudia Melucci
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Dobbiamo abbandonare l'idea di una vita che scorra senza intoppi, senza difficoltà e senza arresti. La vita è tutto quello che ci capita ogni giorno, gli imprevisti, i cambi di rotta, i fallimenti e le risalite. Tutto ciò può essere considerato spossante ma se lo è vuol dire che non abbiamo ben compreso l'approccio che bisogna avere nei confronti della vita stessa. Essa è come un corso di sopravvivenza, senza le tecniche giuste il fallimento è assicurato. Una metafora molto semplice può essere la luce del faro da seguire quando tutto sembra andare sempre per il verso sbagliato.

Avete presente quando preparate uno zaino per un viaggio? Ecco, la preparazione alla vita è molto simile. 

Lo zaino, a differenza della valigia, dovrà essere trasportato sulle proprie spalle: ecco perché la sua preparazione deve essere molto più ragionata.

Se vi è mai capitato di partecipare ad un'escursione in montagna o anche ad una più semplice passeggiata nella natura, vi sarete trovati ad affrontare l'impresa di preparare lo zaino. Cosa portare, cosa mettere, cosa lasciare a casa sebbene possa servire? Non può essere solo un sistemare gli oggetti nello spazio a disposizione, si deve tenere conto che tutto ciò che si inserisce dovrà essere poi sostenuto sulle spalle senza provocare sforzi e dolori. Tutto deve essere adeguato alla nostra forza e alla nostra capacità di sopportazione del peso.

Simile situazione si ritrova nella vita stessa: "i pesi" da trasportare devono essere scelti con cura, altrimenti presto si arriverà al punto di non poter fare più neanche un altro passo avanti. Ci si accascia a terra, schiacciati dal peso di tutto quello che ci siamo caricati sulle spalle. Solo dopo tanto tempo ci accorgiamo di quanto il nostro "zaino" si sia fatto pesante per non aver mai ragionato su cosa tenere e su cosa lasciare. 

Non può essere così. Non possiamo prenderci carico di tutto quello che ci viene detto, imposto, suggerito. Dobbiamo scegliere cosa lasciare "a casa" e cosa portarci dietro. Come? Semplice, una prima sfoltita viene dall'individuare cosa vale e cosa no. Le persone vuote o opportuniste, alle quali siamo in qualche modo legati, vanno lasciate fuori dallo zaino. Gli episodi che pesano negativamente più degli altri e che andrebbero dimenticati, non hanno motivo di essere portati sulle spalle. 

Per un escursione in montagna alcuni elementi sono essenziali: vestiti più caldi di quelli che si hanno indosso, una scorta di cibo e di acqua, qualche utensile tagliente una torcia. Non è lo stesso nella vita? Alcune cose proprio non devono mancare quotidianamente, come le persone che ci fanno stare bene e che compensano le nostre mancanze, quelle che ci fanno sentire "pieni": le passioni e i sogni, che ci rendono sopportabili anche condizioni estreme per il solo motivo che queste servono a raggiungere i propri desideri. Non si deve dimenticare di mettere nello zaino il tempo da dedicare alle persone che amiamo, la pazienza verso noi stessi e verso gli altri e soprattutto non bisogna scordare di lasciare uno spazio vuoto per un eventuale "souvenir" che troverete lungo il cammino: si deve sempre lasciare posto ad un incontro imprevisto. 

Ora preparate il vostro zaino, preparatevi nel modo giusto alla vita: e ricordate, quello che rimane fuori è meno utile di quello che entra. 

Ricordate anche la frase attribuita a Chris McCandless, il giovane avventuriero divenuto famoso con il libro e la pellicola "Into the Wild":

"Un uomo dovrebbe possedere solo ciò che riesce a trasportare in uno zaino a passo di corsa". 

Testo tratto da wanderingwil.com

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