Escursione in elefante? Ecco la brutale realtà che vi si cela dietro - Curioctopus.it
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Escursione in elefante? Ecco la brutale…
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Escursione in elefante? Ecco la brutale realtà che vi si cela dietro

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Aravano i campi, trasportavano le merci, andavano in guerra bardati di punte e chiodi. Si tratta degli elefanti, la forza della Thailandia, una forza magnifica e selvaggia.
Con l’avvento della tecnologia sembrava non ci fosse più bisogno di loro, ma poi il turismo, con la mano brutale del denaro, li ha intrappolati in una morsa dalla quale non possono salvarsi da soli.
Ecco cosa si cela dietro alle escursioni in sella a un elefante.

Immagine anteprima: Wikipedia

Agli inizi del ‘900 la popolazione di elefanti ammontava a circa 130 mila esemplari, la maggior parte dei quali (più di 100 mila) erano tenuti in cattività.

immagine: pexels.com

A causa del bracconaggio, dell’inquinamento e dell’abbattimento delle foreste, però, la popolazione di elefanti è scesa drasticamente di numero. Intorno agli anni 2000 sono stati contati appena 6000 esemplari, 4000 dei quali in cattività.

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Un elefante in cattività è in grado di eseguire tutti i comandi che l’uomo gli impone, un elefante in cattività è addomesticato. Ma dimentichiamoci il Piccolo Principe e il modo romantico in cui lui e la volpe si addomesticano.

immagine: wfft

In Thailandia gli elefanti si addomesticano con la violenza e la paura, vengono "educati" con il phajaan (letteralmente, 'spezzare lo spirito'), una pratica di educazione brutale: i cuccioli di elefante tra i 4 e i 6 anni vengono strappati alle madri, legati e trascinati, trattenuti in recinti di legno e percossi con l’ankus, un bastone chiodato, fino a quando non si arrendono e smettono di lottare per la loro libertà, fino a quando non si rassegnano. La pratica del Phajaan termina quando la volontà del mammifero viene spezzata. Ecco il modo in cui vengono resi schiavi dall'uomo.

Perciò, quando vediamo un elefante che gioca con la palla o che trasporta dei passeggeri, ricordiamoci che non compie quei comandi per stima o gentilezza.

immagine: YouTube

Lo fa perché è stato addomesticato con il rito del phajaan, sottoposto alla violenza indicibile dell’ankus. Ma un turista informato può scegliere di non prendere parte a questa barbarie.

Se proprio volete vedere gli elefanti durante un viaggio in Thailandia, non serve cavalcarli, basta andare in un luogo come il Elephant Nature Park, un centro di riabilitazione per elefanti feriti e abbandonati, dove i volontari si prendono cura di questa elegante e maestosa forza della natura. Lì potrete conoscerli davvero e imparare a rispettarli.

Tags: ViaggiElefantiDossier
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