I nostri antenati non dormivano mai 8 ore di seguito: ecco perché dovresti prendere esempio da loro - Curioctopus.it
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I nostri antenati non dormivano mai…
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I nostri antenati non dormivano mai 8 ore di seguito: ecco perché dovresti prendere esempio da loro

26 Dicembre 2016 • di Claudia Melucci
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Il numero delle ore di sonno può trasformarsi in una fonte di stress se superano o sono inferiori a quelle raccomandate: il problema è che erroneamente ci atteniamo alle tanto decantate 8 ore di riposo notturno, che non sempre sono possibili e soprattutto non sempre si adeguano alle esigenze personali. Davvero non c'è possibilità di essere svegli e lucidi pur non potendo dormire per 8 ore? Assolutamente no, anzi i medici consigliano vivamente di provare altri cicli di sonno che in molti casi si sono rivelati dei veri e propri miracoli. Scopriamo insieme cos'è il sonno polifasico.

I nostri antenati non dormivano mai tutta la notte, ma durante il giorno riposavano più volte.

Sempre più studi e ricerche sfatano il mito delle 8 ore proponendo invece una dilazione del sonno durante la giornata. Il Professor Roger Ekrich ha ritrovato nel poema medioevale Canterbury Tales, un riferimento ad un "secondo sonno", successivo al primo eseguito in pieno giorno. Si andava a letto due ore dopo il tramonto per poi svegliarsi, fumare, chiacchierare, pregare e concedersi relazioni sessuali. 

Le 8 ore di sonno sarebbero dunque un'invenzione moderna che però non sempre si adatta ai ritmi personali.

Ciò che bisogna comprendere è che non conta la quantità del sonno ma la qualità: studi confermano che il momento in cui la mente si riposa davvero è esclusivamente la fase REM, quella in cui si sogna, e che non dura più di dure ore a notte. Il resto del tempo è quasi sprecato passarlo a letto. 

Iniziando a spezzare il sonno continuo notturno in piccoli riposi diurni si forza il cervello ad entrare rapidamente nella fase REM, e svegliarsi ogni volta lucidi e con la mente fresca. 

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I medici hanno messo a punto 3 schemi di sonno polifasico: lo Uberman, l'Everyman e la Siesta.

Timothy Ferris scienziato americano e scrittore del libro sul tema "The 4-Hour Body", è un convinto sostenitore del modello Uberman: questo ciclo prevede sonnellini di mezz'ora ogni 4 ore. 

L'Everyman è sicuramente più versatile: pisolini di 20 minuti ed un riposo più lungo di durata minima di un'ora e mezza e al massimo di 4,5 ore. 

Infine il modello Siesta: molti già lo adottano ed è sicuramente quello che stravolge meno il riposo notturno se si è abituati alle 8 ore di sonno. La Siesta prevede un riposo di 30 minuti dopo la pausa pranzo, e una dormita notturna di 5 ore. Durante i micro intervalli di relax, il cervello è in grado di ripristinare la serenità e dunque di prendere decisioni più facilmente. Quando ci si sveglia si è pronti per tornare a lavorare. 

I medici raccomandano di non saltare in ogni caso i sonnellini, di organizzarli e rispettarli

In Giappone sono gli stessi datori di lavoro ad incoraggiare i propri dipendenti a dormire regolarmente durante il turno.

Prendiamo esempio dai giapponesi, dagli antichi e perfino dai più grandi geni della Storia come Leonardo da Vinci: abbandoniamo l'obiettivo delle 8 ore di sonno e concediamoci un sano e raccomandato sonnellino durante la giornata! 

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