Si affacciava alla finestra e sparava: ecco tutta la storia del cattivo di Schindler'List - Curioctopus.it
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Si affacciava alla finestra e sparava: ecco tutta la storia del cattivo di Schindler'List

09 Novembre 2016 • di Giulia Bertoni
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Dei tanti ufficiali nazisti che perpetrarono crimini contro gli ebrei durante la Seconda guerra mondiale, forse ricordate il nome di Amon Göth grazie al celebre film Schindler's List. Era lui, in quel caso, il personaggio che fungeva da antagonista a Oskar Schindler, il famoso imprenditore tedesco che salvò la vita a oltre 1000 ebrei durante la Shoah. Göth fu impiegato principalmente in un campo di lavoro forzato nazista in Polonia, Płaszów, ma i suoi incarichi riguardarono la gestione di diversi campi e ben presto il suo nome divenne sinonimo di terrore.

Amon Göth entrò a far parte del Partito nazista austriaco e nelle SS nel 1930, a soli 22 anni.

Nelle SS Göth riuscì a fare carriera e nel 1943 venne assegnato per la prima volta a una cosiddetta "Unità testa di morto", reparti dell'organizzazione militare che gestivano i campi di concentramento.

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Il suo primo incaricò fu quello di supervisionare la costruzione del campo di Płaszów e, in seguito, di gestirlo.

A Płaszów giunsero gli ebrei del ghetto di Cracovia reputati in grado di lavorare; le prime vittime, però, furono mietute durante l'evacuazione stessa, molte proprio per mano di Göth.

Göth iniziò a essere impiegato nell'evacuazione di altri ghetti: nel caso di quello di Tarnów (3 settembre 1943) testimoni raccontarono che l'ufficiale fucilò personalmente fra le 30 e le 90 persone (donne e bambini).

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Nei primi mesi del 1944 il campo presieduto da Göth venne trasformato in un campo di concentramento permanente: dai 2000 prigionieri iniziali, ora ne poteva "ospitare" circa 25000.

Negli anni dei campi di concentramento la moglie e i figli di Göth vivevano a Vienna insieme a numerosi cani di grossa taglia.

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Tali cani, però, venivano impiegati anche a Płaszów: si chiamavano Rolf e Ralf e Göth li aveva addestrati ad avventarsi sui prigionieri a comando e a sbranarli.

Göth si divertiva a uccidere i "suoi" prigionieri su base quotidiana: una volta uccise uno dei cuochi (ebreo) perché la zuppa che gli preparò era troppo calda.

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Spesso si affacciava dalla finestra e sparava a tutti quelli che secondo lui lavoravano troppo lentamente. Göth, inoltre, costringeva alcune detenute a concedergli favori sessuali sottoponendole a continue minacce di morte.

Göth fu processato per i suoi crimini nel settembre del 1946 e trovato colpevole di imprigionamento, tortura, e sterminio individuale e collettivo di un numero indefinito di persone.

Fu condannato a morte e impiccato il 13 settembre 1946 nella prigione di Cracovia, non lontano dal luogo in cui sorgeva il campo di Płaszów.

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