Strofinano un tampone in diversi posti dell'ufficio: quando lo analizzano restano sorpresi... e disgustati! - Curioctopus.it
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Strofinano un tampone in diversi posti…
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Strofinano un tampone in diversi posti dell'ufficio: quando lo analizzano restano sorpresi... e disgustati!

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Con l'arrivo della stagione invernale è facile ammalarsi, ma alcune persone sono più esposte di altre: stiamo parlando di chi per lavoro o per altri motivi è costretto a stare gran parte della giornata in luoghi chiusi e affollati. In questo modo è difficile prendersi virus o passarli al vicino di scrivania, basta molto meno di uno starnuto. 

Anche se risultano essere invisibili ad occhio nudo, i batteri ci circondano e sono presenti su ogni oggetto che tocchiamo: per renderli visibili alcuni ricercatori hanno cresciuto le colonie dei batteri che si trovano in alcuni punti dell'ufficio e le hanno esaminate. Ecco le strane bestiole che ci circondano in questo momento! 

Per crescere le colonie sono state utilizzate delle piastre di Petri, contenitori in vetro con una gelatina nutriente che favorisce la prolificazione dei batteri.

Sono stati strofinati dei tamponi sulle superfici e sugli oggetti con cui si entra facilmente in contatto in un ufficio.

I punti scelti per il test sono stati:

  • Bollitore dell'acqua
  • Mouse 
  • Fotocopiatrice
  • Tastiera
  • Scrivania
  • Mouse pulito con detergenti antibatterici
  • Cornetta del telefono
  • Matita "masticata"
  • Penna "masticata" 
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Dopo aver passato il cotton fioc sterilizzato sulle superfici è stato strisciato all'interno della Petri per rilasciare i batteri.

Le piastrine sono state conservate in un luogo riscaldato per cinque giorni e analizzate in un laboratorio di analisi governativo dell'Irlanda del Nord. 

I risultati sono stati soddisfacenti... Ma anche disgustosi!

Vedere finalmente ad occhio nudo i batteri che si annidano negli oggetti e nelle superfici che usiamo ogni giorno con disinvoltura è interessante e allo stesso tempo disgustoso. 

Il microbiologo che ha condotto le analisi riferisce che gli organismi presenti nelle Petri sono muffe (le macchie con una colorazione blu), stafilococchi (che spesso provengono dalle mucose del naso), ed enterobatteri.

La differenza tra un mouse comune ed uno appena pulito è evidente in foto: per questo è bene passare del disinfettante sui tasti ogni giorno prima di iniziare a lavorare! 

La scrivania detiene il record per la maggior quantità di funghi e batteri.

Questo primato è dovuto principalmente al fatto che sulla sua superficie vengono poggiati un gran numero di oggetti, ognuno con la propria dose di germi. 

Avete l'abitudine di mangiare sulla scrivania su cui lavorate? Potrebbe essere questa la causa dei vostri malesseri intestinali, ovvero il contagio da parte dei batteri che si annidano sulla superficie per mesi interi! 

Anche la fotocopiatrice non è da meno, perché viene usata da molte persone e perché spesso ci si dimentica di pulirla. 

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Il bollitore crea un ambiente caldo ed umido nei suoi pressi, ovvero le condizioni ottimali per la prolificazione dei batteri.

In effetti su alcune parti del bollitore sono state trovate colonie batteriche uniche, assenti su tutti gli altri campioni. 

Sorprendentemente la maniglia della porta ha mostrato una quantità ridotta di batteri: ciò è dovuto molto probabilmente al fatto che viene pulita ogni giorno dagli addetti. Non è da dimenticare inoltre che il metallo di molte maniglie è progettato per essere antibatterico. Se così non fosse tuttavia, sarebbe un luogo ricco di germi, soprattutto quelle del bagno. 

Confessate, non vi mettete mai una penna o una matita dell'ufficio in bocca? Ecco cosa si posa sulle vostre labbra...

La matita è sede di molte muffe per la porosità del legno di cui è costituita. Sui campioni sono stati individuati anche batteri orali quali difteroidi e streptococchi. Anche sulla penna si annidano molti organismi: il contagio è immediato se la si porta in prossimità del viso. 

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La cornetta è sede di muffe a causa dei residui di saliva lasciati dagli utenti.

La tastiera è risultata essere sorprendentemente povera di organismi batterici: il risultato tuttavia è probabilmente errato, a causa di qualche incorrettezza nella fase di prelievo delle colonie. A giudicare dalla sporcizia che si accumula tra i tasti, è difficile pensare che non vi siano batteri! Tuttavia il microbiologo afferma che il materiale non poroso aiuta sicuramente ad ostacolare la prolificazione. 

Il servizio sanitario britannico allerta che molti batteri rimangono per intere settimane su superfici dure quali scrivanie, porte, mobili e anche sulla tastiera del computer, ed è dunque fondamentale mantenere l'ambiente di lavoro pulito e arieggiato per proteggere la salute di chi lo frequenta. 

Consigliamo inoltre di affiancare alla quotidiana pulizia degli addetti alcune regole da attuare in prima persona, come quella di passare una salvietta sugli oggetti che si usano ogni giorno, o di lavarsi regolarmente le mani durante la giornata. D'altronde è in gioco la salute di ognuno di noi! 

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