Usare il burro d'arachidi per prevedere la comparsa dell'Alzheimer: ecco in che modo - Curioctopus.it
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Usare il burro d'arachidi per prevedere…
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Usare il burro d'arachidi per prevedere la comparsa dell'Alzheimer: ecco in che modo

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L'Alzheimer è una malattia degenerativa di demenza che compare in età presenile. È una patologia che mostra nei primi stadi una sintomatologia molto simile a quella della demenza senile, rendendo quindi molto difficile una sua diagnosi. Tuttavia oggi non esiste ancora una medicina in grado di guarire o impedire il processo dell'Alzheimer, ma solo una terapia in grado di dilatare nel tempo le sue conseguenze.

Dall'Università della Florida però, arriva il risultato di un importante esperimento, che potrebbe aiutare i medici nella diagnosi preventiva dell'Alzheimer, potendo così trattare la patologia fin dai primi campanelli d'allarme.

Vediamo di cosa si tratta.

Il test è un esame olfattivo: una piccola quantità di burro d'arachidi viene fatta odorare ai pazienti, avvicinandola al loro naso in maniera progressiva.

Ai pazienti è stato chiesto di chiudere gli occhi, non erano al corrente dunque di quale cibo avrebbero odorato, e di usare una sola narice alla volta.

I volontari sani che si sono sottoposti all'esperimento, hanno rilevato l'odore del burro d'arachidi alla stessa distanza con entrambe le narici. La differenza tra le distanze è risultata invece lieve nei pazienti con demenza senile, mentre gli individui con diagnosi di Alzheimer rilevavano l'odore a distanze molto differenti, a seconda della narice usata. 

Il nervo olfattivo, che risiede nella regione frontale del cranio, sembra essere uno dei primi nervi ad essere colpito, in caso di Alzheimer.

Secondo la dottoressa Jennifer Stamp, che ha condotto la ricerca, l'esperimento non può ancora essere utilizzato come test per diagnosticare la malattia, ma solo come conferma della sua presenza. Per ora lo studio su questo metodo continua, e c'è molta fiducia in ambito medico che possa diventare efficace per individuare l'Alzheimer e intervenire così in maniera tempestiva. 

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Tags: ScienzaSalute
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