Alcuni tratti caratteristici che abbiamo li dobbiamo all’Uomo di Neanderthal: non sono tutti positivi

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di Gianmarco Bonomo

12 Gennaio 2024

Alcuni tratti caratteristici che abbiamo li dobbiamo all’Uomo di Neanderthal: non sono tutti positivi
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Negli ultimi anni la ricerca sull’Uomo di Neanderthal ha compiuto passi avanti senza precedenti, mutando la percezione del nostro parente più prossimo e dando giustizia a questo uomo antico. Inoltre, è stato dimostrato come il Neanderthal ci abbia lasciato anche un discreto corredo genetico che ha avuto un grande ruolo nella nostra evoluzione. Non sempre in positivo.

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L’eredità del Neanderthal, oggi

L’eredità del Neanderthal, oggi

Trougnouf (Benoit Brummer)/Wikimedia Commons - CC BY 4.0 DEED

I Neanderthal sono molto più vicini di quanto pensiamo, e non soltanto da un punto di vista di evoluzione della specie. I nostri “cugini” si sono infatti estinti fra 40 mila e 30 mila anni fa, ma hanno lasciato diverse tracce della loro esistenza nel nostro patrimonio genetico. Si tratta di una vera e propria eredità che possediamo da almeno 40 anni, se non da prima, e che mostra una distribuzione variabile fra le diverse popolazioni mondiali.

Per esempio, i popoli europei e asiatici hanno tracce molto più evidenti, e di conseguenza lo stesso si può dire per le popolazioni americane. Le popolazioni dell’Africa hanno invece una percentuale inferiore di geni del Neanderthal, ma non ne sono privi. In media, circa il 3% del nostro genoma proviene dall’Uomo di Neanderthal, per cui è impossibile che il nostro parente più prossimo non abbia influito su diversi aspetti del nostro corpo, della nostra salute, della nostra vita. Ma quali?

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Cosa dobbiamo ai Neanderthal: dal Covid al naso

Cosa dobbiamo ai Neanderthal: dal Covid al naso

Pexels

In effetti, sono diverse le nostre caratteristiche per le quali dobbiamo ringraziare o incolpare l’Uomo di Neanderthal, almeno in parte. Ecco le principali:

  • Possibilità di sviluppare un caso più grave di Covid 19. Esatto, le mutazioni ereditate dal Neanderthal in un segmento specifico del cromosoma 3 possono predisporre a casi più gravi di infezione da coronavirus.
  • Essere mattinieri. I Neanderthal in Eurasia, influenzati da variazioni stagionali, avevano un orologio biologico che li portava a svegliarsi presto al mattino. Si tratta di una caratteristica ereditata da chi ha geni dell’Uomo di Neanderthal.
  • Avere i capelli lisci e folti. Il DNA di Neanderthal è legato alle variazioni responsabili dei capelli più spessi o lisci, ma è stata evidenziata anche una variante genetica associata ai capelli rossi. Questi ultimi erano più frequenti nei nostri cugini umani.
  • Soglia del dolore bassa. Anche in questo caso, non sappiamo se la scelta giusta sia ringraziare o dare la responsabilità ai Neanderthal. Si tratta però di una caratteristica che potrebbe aver avuto vantaggi evolutivi nel guidare comportamenti di prevenzione contro gli infortuni.
  • Naso più alto. Un gene ereditato dai Neanderthal contribuisce a un naso più alto nell’Homo Sapiens, caratteristica legata a un migliore adattamento ai climi freddi dell’Europa continentale e non.

Perché abbiamo il corredo genetico del Neanderthal?

Perché abbiamo il corredo genetico del Neanderthal?

Freepik / Werner Ustorf/Wikimedia Commons - CC BY-SA 2.0 DEED

Partiamo da un assunto fondamentale: se ancora oggi ritroviamo nel nostro genoma il corredo genetico del Neanderthal, vuol dire che deve aver avuto un qualche impatto significativo sulla nostra evoluzione. Detto in altre parole, non saremmo la specie che siamo oggi senza il suo contributo. Molti ricercatori sostengono che l’ibridazione con il Neanderthal e con il Denisova sia stata fondamentale per l’uscita dall’Africa e l’adattamento rapido a nuovi ambienti. Certo, sicuramente abbiamo perso molte varianti geniche nel corso del tempo, ma quelle che sono rimaste hanno avuto un ruolo essenziale nella nostra sopravvivenza.

In conclusione, la nostra connessione con l’Uomo di Neanderthal e con altre specie arcaiche va molto oltre la curiosità storica. Certo, fa quasi sorridere la lista di eredità genetiche che il nostro parente più prossimo ci ha lasciato. Eppure, la verità è che elencarle è un modo di riconoscere il ruolo di specie ormai scomparse nella nostra evoluzione e nel modo in cui siamo oggi.

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