Perché le arance sono vendute in una rete di colore rosso? La scelta non è casuale

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di Gianmarco Bonomo

11 Novembre 2023

Perché le arance sono vendute in una rete di colore rosso? La scelta non è casuale
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Fare la spesa vuol dire andare al mercato o al supermercato, valutare bene i prodotti che ci servono, e scegliere in modo razionale cosa comprare, giusto? Ecco, non proprio. Sia i supermercati sia i produttori adottano diverse strategie che hanno un solo scopo: vendere uno specifico prodotto, e venderlo di più. Si tratta di trucchi che spesso fanno uso del packaging: vediamo come.

La più importante regola del packaging: i colori vendono di più

La più importante regola del packaging: i colori vendono di più

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Il colore è una delle componenti più affascinanti del packaging, soprattutto se parliamo di prodotti alimentari. Inizialmente, potremmo essere tentati di dire che i colori di una confezione servono a distinguere un prodotto dall’altro. E in un certo senso è vero, ma c’è molto di più. Lo spiega bene Satyendra Singh, professore di Marketing all’Università di Winnipeg in Canada, in uno studio recente sull’impatto del colore nel marketing. Secondo Singh, i consumatori prendono una decisione entro i primi 90 secondi di interazione con un prodotto. E nella scelta che fanno, una percentuale che può arrivare fino al 90% è basata esclusivamente sui colori.

Da questo punto di vista, tonalità come il verde e il marrone tendono a venderci un prodotto come sano, naturale ed ecologico. Basta pensare a tutti gli alimenti biologici, vegetariani e vegani: tutti con una distinta palette cromatica che grida “natura” da ogni dettaglio. Lo stesso discorso può essere fatto anche per le etichette e le confezioni: i colori tenui suggeriscono qualcosa di genuino, mentre quelli troppo accesi fanno pensare più spesso a ingredienti artificiali.

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Come il packaging del cibo ci inganna

Come il packaging del cibo ci inganna

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Da quanto visto finora, appare chiaro il ruolo delle scelte cromatiche nella vendita di un prodotto, soprattutto se si tratta di un alimento. Ma i produttori spesso adottano anche altre strategie, tutte legate al packaging, che fanno ampio uso di questi elementi:

  • Colori dell’imballaggio. Come abbiamo visto, le aziende giocano con la psicologia del colore, influenzano le emozioni e ci convincono ad acquistare qualcosa, basandosi esclusivamente sulla superficie. E non sul prodotto in sé.
  • Immagini e fotografie. Prati verdi e animali felici nelle confezioni alimentari vogliono convincere che quel prodotto sia naturale e sano, anche se la realtà è molto diversa. I grandi distributori ottengono i loro prodotti da centinaia di aziende agricole, e la filiera non è semplice come vogliono far credere.
  • Imballaggi di carta. Il packaging in carta o cartone ha un aspetto rustico, anche qui nel tentativo di far apparire più salutare un prodotto. Certo, scegliere alternative alla plastica è importante, ma un conto è decidere in modo consapevole, un conto è acquistare qualcosa soltanto perché ha imballaggi di carta.

Un caso particolare: perché le arance sono vendute in sacchetti di rete rossa?

Un caso particolare: perché le arance sono vendute in sacchetti di rete rossa?

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Una delle applicazioni più interessanti di quello che abbiamo detto è il caso delle arance. Basta andare in un supermercato qualsiasi, entrare nel reparto frutta e verdura, per chiedersi: ma perché le arance sono vendute in sacchetti di rete rossa? La ragione è molto semplice: il colore della confezione influenza la percezione del prodotto, le arance in questo caso. Infatti, quando viene accostato al rosso, il colore arancione spicca molto di più. In questo modo, un acquirente si convince che quelle arance siano di migliore qualità.

Mettendo un’arancia accanto al giallo, al verde o al blu, l’effetto sarebbe diverso. Un po’ come avviene con i limoni: questi frutti non hanno sacchetti di rete rossa, ma gialla o verde, in modo da far risaltare il giallo. Si tratta di un esempio palese, che indica come le nostre scelte alimentari siano spesso dettate soltanto dal packaging dei prodotti. Magari quell’alimento o quel frutto è davvero il migliore, ma nel processo di vendita la qualità reale diventa una variabile secondaria, sostituita dalla qualità percepita. E dai colori.

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