Molte coppie aspettano il terzo mese prima di comunicare la gravidanza: perchè?

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di Francesca Argentati

26 Ottobre 2023

Molte coppie aspettano il terzo mese prima di comunicare la gravidanza: perchè?
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La scoperta di una gravidanza è uno dei momenti più importanti della vita, ma molte coppie decidono di attendere il canonico terzo mese prima di condividere la propria gioia con amici e parenti: perché? Quali sono i fattori che influenzano questa scelta? Ma soprattutto, è giusto aspettare?

Gioie e timori della gravidanza: perché aspettare il terzo mese?

Gioie e timori della gravidanza: perché aspettare il terzo mese?

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Scoprire di aspettare un bambino è un momento che può cambiare la propria vita per sempre. Diventare genitori, soprattutto per la prima volta, è uno stravolgimento enorme e vedere il test positivo può scatenare emozioni fortissime e contrastanti: dopo la gioia iniziale e un certo panico per ciò che ci attende, spesso subentra la paura che le cose non vadano come dovrebbero. Così, molte coppie decidono di non divulgare immediatamente la notizia, ma aspettare che la gravidanza sia confermata da test di laboratorio e in seguito dalla prima ecografia.

Aspettare di avere la certezza di diventare davvero genitori è una scelta non solo condivisa da tante persone, ma anche un vero e proprio standard comune, anche se di solito si confida la lieta notizia almeno alle persone più vicine e care. Il motivo principale che induce a custodire il segreto è il rischio di aborto spontaneo, che può verificarsi durante le prime venti settimane di gestazione. Questo accade in circa il 10-20% delle gravidanze e il rischio, legato a numerosi fattori, può aumentare con l'età della donna. La fase iniziale è dunque quella più delicata, che in molti casi viene gestita con grande riservatezza da parte dei futuri genitori.

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Aspettare il terzo mese prima di comunicare la gravidanza: il rischio di aborto spontaneo

Aspettare il terzo mese prima di comunicare la gravidanza: il rischio di aborto spontaneo

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Nella maggior parte dei casi, l'aborto spontaneo è dovuto allo scorretto sviluppo del bambino. Durante la fecondazione dell'ovulo, si uniscono due serie di cromosomi, uno della madre e uno del padre, che contengono i geni che definiranno il futuro essere umano. Se una delle due serie presenta cromosomi in eccesso o in difetto, questo può provocare un aborto spontaneo. Anche un collo dell'utero allargato può essere il responsabile, ma qualunque sia il fattore scatenante, le conseguenze non sono soltanto a livello fisico. Un sanguinamento anomalo è indice della gravidanza senza esito positivo, ma le complicanze emotive sono più invisibili e difficili da affrontare.

Per questo motivo, molte coppie decidono di rimandare il momento dell'annuncio a quando saranno sicure di non dover comunicare cattive notizie, che potrebbero voler gestire privatamente. Tuttavia, trattandosi di un'esperienza traumatica, è necessario che la donna, ma anche il suo partner, ricevano il necessario supporto qualora dovesse verificarsi questa drammatica circostanza, anche se nell'intimo della propria coppia, aiutandosi a vicenda. In ogni caso, il conforto delle persone care potrebbe essere un grande aiuto, ma si tratta di decisioni soggettive e personali.

Comunicare la notizia dopo il terzo mese è diventata una norma sociale in tutto l'Occidente, poiché dalla dodicesima settimana la gravidanza tende a essere considerata sicura. Anche i periodi successivi possono presentare complicazioni, ma il rischio è molto ridotto rispetto alla fase iniziale. Tuttavia, esiste davvero un momento giusto per rendere pubblica la propria gravidanza?

Esiste un momento giusto per comunicare la gravidanza ed è consigliato aspettare il terzo mese?

Esiste un momento giusto per comunicare la gravidanza ed è consigliato aspettare il terzo mese?

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La risposta è no: non è obbligatorio aspettare il terzo mese, ma si può decidere di attendere questo fatidico momento, comunicare la notizia appena il test diventa positivo o aspettare persino che le persone se ne accorgano da sole. Insomma, la decisione è strettamente personale, ciò che si può fare, tuttavia, è prendere in considerazione alcuni aspetti importanti di questo speciale momento della vita per fare una scelta più consapevole e che rispecchia le proprie esigenze.

Il terzo mese di gravidanza coincide con la prima ecografia, ed è il momento in cui, per molte coppie, il bambino diventa "davvero reale": è una sorta di punto di svolta, il momento dal quale non si torna più indietro e che fa percepire la concretezza della nuova realtà che si sta vivendo. Ma non è sempre stato così: prima degli ultrasuoni, il momento della effettiva presa di coscienza avveniva in concomitanza dei primi movimenti del bambino percepibili dalla madre, intorno alla quindicesima o ventesima settimana. Non solo: un altro fattore per cui si sceglie di non diffondere la notizia, in alcuni casi, è legato al rischio di malformazioni o condizioni genetiche particolari, che potrebbero indurre i genitori a operare la scelta di interrompere la gravidanza in modo volontario. Il timore del giudizio altrui potrebbe influire sulla scelta di mantenere la gestazione privata fin quando non si avrà la certezza di portarla avanti. Infine, non tutte le coppie reagiscono allo stesso modo alla notizia di una gravidanza: lo scuotimento emotivo può essere tale da aver bisogno del tempo necessario per elaborare l'enorme novità, prima di condividerla con altre persone e affrontare le reazioni altrui. Si potrebbe sentire il bisogno, in sostanza, di metabolizzare le proprie emozioni e prepararsi all'enorme cambiamento che avverrà.

Per concludere, alcune persone hanno bisogno di un supporto in ogni fase della gravidanza, sia che questa vada a buon fine che in caso contrario, mentre altre preferiscono gestire determinati momenti in modo più individuale. Non esiste una scelta giusta, se non quella che si ritiene corretta per se stessi. E tu quando hai condiviso la notizia della tua gravidanza o in quale momento pensi che lo faresti?

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