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La donna che sente l'odore del Parkinson:…
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La donna che sente l'odore del Parkinson: il suo olfatto ipersensibile aiuta la ricerca medica

03 Novembre 2022 • di Laura Ossola
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Talvolta le intuizioni scientifiche più geniali derivano proprio da vicende della vita quotidiana o da errori di laboratorio che permettono di osservare le cose da una nuova prospettiva e di pensare fuori dagli schemi consueti. È il caso ad esempio di Isaac Newton, che pare abbia formulato la sua teoria sulla gravitazione osservando una mela cadere da un albero in giardino oppure della scoperta della penicillina, trovata dal batteriologo Alexander Fleming sulle piastre di colonie batteriche

Se sarà possibile rilevare la malattia di Parkinson in pochi minuti con un semplice tampone il merito va anche a una donna dalle straordinarie capacità olfattive, che ha aiutato i ricercatori a sviluppare il test. 


Joy Milne è un'ex infermiera scozzese di 72 anni la cui incredibile storia ha aiutato i ricercatori a sviluppare uno strumento diagnostico per la malattia di Parkinson. Il suo olfatto estremamente sensibile l'aveva portata infatti anni fa a sentire un odore strano, da lei stessa definito "muschiato", sul corpo di suo marito e accusarlo di non lavarsi adeguatamente. L'uomo in realtà era affetto dalla malattia di Parkinson, ma sarebbero passati anni prima che i medici giungessero alla sua diagnosi. Annusando in ospedale lo stesso odore del marito su diversi pazienti, Joy si rivolse durante un congresso a un team di ricerca dell'università di Edimburgo. Sorpresi gli scienziati la sottoposero a un test in cui le fecero annusare 12 magliette, 6 di pazienti affetti da Parkinson e 6 di un gruppo di controllo. La donna non solo individuò con esattezza tutti i malati di Parkinson, ma indicò anche un soggetto nel gruppo di controllo, che ricevette la diagnosi della malattia 3 mesi dopo quella prova.

Il lavoro successivo portò alla scoperta che i malati di Parkinson hanno un'alterata produzione di sebo, la miscela di grassi naturalmente prodotta dalla cute. In particolare, lo studio condotto dall'università di Manchester ha portato allo sviluppo di un test che permette di identificare la malattia avvalendosi di un semplice tampone che scorre lungo la parte posteriore del collo, area in cui vi è la maggior concentrazione di sebo. Esaminando la composizione del campione raccolto i ricercatori possono rilevare le molecole prodotte dalla malattia. "Penso che il Parkinson debba essere rilevato molto prima di ora. Come il cancro e il diabete, una diagnosi precoce significa un trattamento molto più efficiente e uno stile di vita migliore per le persone. È stato scoperto che l'esercizio e il cambiamento della dieta possono fare una differenza fenomenale" ha dichiarato la Joy Milne, che ha aiutato i ricercatori a sviluppare il test e ora collabora con ricercatori in tutto il mondo studiando altre malattie.

Un bel fastidio sentire tutti gli odori con tanta forza, ma in qualche caso si possono salvare delle vite.

Tags: ScienzaSaluteStorie
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