Come dire “no” ai bambini utilizzando il linguaggio positivo: la strategia per farsi ascoltare

di Irene Grazia Paladino

18 Aprile 2021

Come dire “no” ai bambini utilizzando il linguaggio positivo: la strategia per farsi ascoltare
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Utilizziamo spessissimo la parola “no”: quando vogliamo impedire a qualcuno di fare qualcosa, o semplicemente metterlo in guardia di un eventuale pericolo, utilizziamo sempre i costrutti “non farlo, non prendere quell’oggetto, non sporcarti, non alzare la voce”. Questa terminologia, specialmente con i bambini, è però controproducente. Il nostro obiettivo è quello di guidarli, di farci ascoltare e di catturare la loro attenzione ma spesso otteniamo l’effetto contrario: veniamo ignorati. I termini che usiamo, e quelli che scegliamo di non usare, hanno il potere di influenzare il comportamento del nostro interlocutore e questo vale soprattutto per i bambini. 

via karacarrero.com

Caleb Woods Unsplash

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La nostra mente pensa per immagini. Il “sì” e il “no” sono però concetti astratti a cui è difficile associare un’immagine specifica. Dicendoti “non pensare ad un gatto giallo” probabilmente tu immaginerai immediatamente un gatto giallo, ed è quello che succede con i bambini: quando gli diciamo “non correre”, loro avranno l’istinto di farlo. Per questo è sempre meglio utilizzare un linguaggio positivo e propositivo. Eliminare il “no” dal nostro vocabolario e stravolgere la frase mantenendone comunque il senso non è semplice. Vediamo quindi qualche esempio pratico per dire loro “no” senza effettivamente dire “no”.

Se il nostro bimbo sta parlando con un tono di voce troppo alto e vorremmo che la smettesse di urlare, probabilmente gli diremmo “non urlare”. Possiamo invece ribaltare la frase dicendogli “parla ad un volume più basso per favore” oppure “ci sono altre persone, parla più piano”. Oppure, se non vogliamo che il nostro bambino corra, invece di dirgli “non correre” potremmo dirgli “cammina più lentamente”. Invece di dire “non mangiare con le mani” possiamo dire “usa la forchetta o il cucchiaio”.

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Molte persone si chiedono: è possibile dare dei limiti ai figli e farsi ascoltare da loro senza dire “no”? Assolutamente sì: l’utilizzo di frasi positive ha il potere di stabilire dei confini più chiari e di dare loro una prospettiva diversa sui limiti che stai imponendo. Se dici loro “non mangiare con le mani” probabilmente si chiederanno perché tu voglia impedirgli di compiere quest’azione, dicendo invece “utilizza la forchetta” stai fornendo loro una spiegazione e una risposta: esistono degli strumenti creati proprio per prendere il cibo ed evitare di sporcarsi le mani. Questo significa che non bisogna più dire la parola “no”? Certo che no, la si può usare ma con parsimonia, tenendo conto che è più utile dire ai bambini cosa vogliamo che loro facciano piuttosto che dirgli di non fare qualcosa. Hai notato come le parole che usiamo abbiano il potere di influenzare i comportamenti dei nostri interlocutori?

 

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