8 tra le più belle sculture mai fatte, che per un momento ci fanno dimenticare di essere di marmo - Curioctopus.it
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8 tra le più belle sculture mai fatte, che per un momento ci fanno dimenticare di essere di marmo

03 Dicembre 2020 • di Claudia Melucci
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Michelangelo diceva che il suo lavoro non è scolpire statue, ma liberarle dal blocco di marmo che gli si presentava davanti: con ciò intendeva che il personaggio o i personaggi che avrebbe scolpito vivevano già nella pietra e che il suo lavoro era solo quello di levare pezzi di marmo per tirarli fuori, piuttosto che "mettere" qualcosa in più.

Ovviamente è una descrizione riduttiva del talento artistico del grande Maestro, ma ci propone una visione dell'artista molto curiosa: possiamo immaginare che plasmare un blocco di marmo rigido e spigolo fino ad ottenere linee morbide e delicate richieda molto di più che "togliere il marmo in eccesso".

Alcune opere, più di altre, comunicano questa leggerezza, facendoci quasi dimenticare l'origine del materiale. Ecco 8 tra le opere di marmo più belle che gli artisti del passato ci hanno lasciato in eredità. 

1. Ratto di Proserpina (dettaglio), Gian Lorenzo Bernini

In questa statua viene rappresentato l'atto principale del mito classico del Ratto di Proserpina: Plutone trattiene la giovane figlia di Giove e Cerere, affondandole una mano nella coscia mentre lei cerca di fuggire. 

2. Dama Velata (dettaglio), Raffaele Monti

La statua in marmo rappresenta una donna con una coroncina di fiori, il cui volto è in parte coperto dal velo di marmo. La trasparenza del velo sul volto è resa perfettamente. 

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3. Ugolino e i suoi figli (dettaglio), Jean-Baptiste Carpeaux

Questa rappresentazione narra della terribile vicenda di Ugo della Gherardesca, politico pisano, rinchiuso in esilio in una torre insieme ai suoi figli. La statua trasmette il tormento e il malessere provocato dal digiuno prolungato. Degno di nota è il piede di Ugolino, riproduzione incredibilmente fedele di un piede umano. 

4. Il Vento dell'Ovest (dettaglio), Thomas Ridgeway Gould

Thomas Ridgeway Gould era un mercante americano che durante un viaggio in Italia scopre la passione per la scultura. Il segno distintivo delle sue opere è la "presenza" del vento, reso perfettamente dalle increspature delle vesti. 

5. Cristo Velato (dettaglio), Giuseppe Sanmartino.

Dettaglio che ha reso famosa quest'opera è il sottilissimo velo che si posa sul volto del Cristo, quasi sciogliendosi su di esso. Si dice che Canova fu un grande estimatore di quest'opera, arrivando ad affermare di poter barattare 10 anni della sua vita pur di essere il suo scultore. 

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6. La Chioma di Berenice (dettaglio) , Amedeo Borghi

La scultura trae ispirazione dal mito di Berenice, regina d'Egitto di origine greca che fece il voto di donare la sua lunga chioma nel caso in cui il marito fosse tornato dalla guerra. La statua mostra una prorompente chioma molto articolata, ma ad essere estremamente apprezzate sono le mani di Berenice, le cui dita sono intrecciate in una posizione complicata. Borghi riesce a plasmare il marmo, rendendo alle dita morbidezza ed elasticità. 

7. David (dettaglio), Michelangelo Buonarroti

immagine: Rabe!/Wikimedia

A proposito di mani di marmo, non si possono non citare quelle celebri del David di Michelangelo. In particolare la mano destra, quella che cade in basso lungo il corpo e le cui vene, per effetto della forza di gravità, si gonfiano a fior di pelle.  

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8. Najade o Ninfa (dettaglio), Giovanni Battista Lombardi.

immagine: sothebys

La Ninfa del Lombardi è stata scolpita nell'atto di immergersi in un corso d'acqua, con le vesti indosso. La giovane immerge prima il piede, e lo scultore decide di immortalare proprio il momento in cui l'acqua bagna appena il piede. 

Queste statue, più o meno note, sono esempi eccezionali delle doti scultoree di alcuni artisti, il cui merito è quello di farci quasi dimenticare le origini di queste statue: dei blocchi informi di marmo. 

Tags: ArtistiArte
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