La storia di Alice Ball, la ricercatrice afroamericana che trovò una cura per la lebbra senza ricevere alcun merito - Curioctopus.it
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La storia di Alice Ball, la ricercatrice afroamericana che trovò una cura per la lebbra senza ricevere alcun merito

25 Ottobre 2020 • di Claudia Melucci
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La storia che vi raccontiamo in questo articolo non inizia con i migliori presupposti e, sebbene abbia un buon fine, possiamo senz'altro dire che sarebbe potuta andare meglio, se di mezzo non ci fossero stati tanti pregiudizi verso le donne, e in particolare verso quelle afroamericane

Il nome di Alice Ball probabilmente vi dice ben poco, ma dovete sapere che è una donna alla quale si deve in parte la cura per la lebbra, ai suoi tempi una malattia incurabile. Purtroppo la vita di questa giovane ricercatrice ha più volte incontrato la sfortuna e la chiusura mentale di un mondo non ancora pronto ad accettare che un traguardo così importante nella medicina provenisse proprio da una giovane donna afroamericana. 

immagine: Wikimedia

Alice Ball nacque nel 1892 a Seattle, da una famiglia della piccola borghesia che le permette di studiare. Sin da bambina coltiva il suo interesse per la chimica e finisce con il laurearsi a Washington prima in chimica farmaceutica e poi in chimica. 

A soli 22 anni e con due lauree tra le mani decide di trasferirsi alle Hawaii – dove aveva già vissuto da bambina con la sua famiglia per pochi anni – dove consegue un master in chimica e diventa persino la prima donna afroamericana ad insegnare chimica nell'università hawaiana. 

La scelta delle Isole delle Hawaii non è casuale: negli anni in cui vi approda Alice Bell le Hawaii sono strette nella morsa della malattia di Hansen, meglio conosciuta come lebbra

Nonostante sia una malattia conosciuta biologicamente – il batterio Mycobacterium leprae che la provoca è stato isolato nel 1873 – non esiste ancora una cura, se non delle terapie che solo in pochi casi risultano lievemente efficaci. 

La lebbra si manifesta principalmente attraverso lesioni cutanee che nei peggiori dei casi finiscono per sfigurare completamente il viso, il corpo e gli arti del malato.

Un importante lavoro di studio della malattia viene portato avanti dal dottor Harry Hollman, che proprio alle Hawaii cerca di porre rimedio a quella che ha a tutti gli effetti l'aspetto di una epidemia. Il dottore si interessa in particolar modo dell'olio chaulmoogra, un olio estratto da alcune piante tropicali che dona sollievo ai malati di lebbra.

Il problema principale però è il modo in cui somministrare l'olio: è appiccicoso, viscoso e di un sapore disgustoso, per cui l'applicazione diretta sulla cute è difficoltosa, l'iniezione quasi impossibile e l'ingerimento provoca conati di vomito. 

È in questo momento che Alice Bell scrive una pagina della storia della medicina molto importante: la giovane ricercatrice riesce infatti ad estrarre il principio attivo dell'olio, renderlo solubile in acqua e quindi predisporlo ad una facile iniezione ai malati. Il tutto in poco più di un anno, portando avanti nello stesso tempo le sue lezioni universitarie.

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immagine: Wikimedia

La cura messa a punto grazie al fondamentale lavoro di Alice Bell è ufficialmente la cura per la lebbra fino a quando non vengono introdotti i farmaci a base di sulfamidici, tra la fine degli anni '30 e gli inizi del 1940. 

Purtroppo la storia di gloria e successo di Alice Bell si interrompe tragicamente nel 1916, quando muore a soli 24 anni e solo un anno dopo l'estrazione del principio attivo dell'olio di chaulmoogra. Sebbene il suo certificato di morte riporti il decesso per tubercolosi, molto più probabilmente si ammalò per via del suo lavoro nei laboratori chimici per un avvelenamento da gas di cloro durante un insegnamento. 

Purtroppo oltre alla sfortuna, si aggiunge l'egoismo: un suo collega, il dottor Arthur Dean, prende in mano i risultati conseguiti da Alice Bell e finisce per pubblicare un lavoro a suo nome, senza dare alcun credito alla ricercatrice che pagò con la vita il suo impegno: il processo di estrazione del principio attivo dell'olio di chaulmoogra porta tutt'ora il nome di "Metodo Dean". 

L'Università hawaiana non riconobbe il merito di Alice Ball per oltre 90 anni; solo nel 2000 l'ateneo riconobbe alla ricercatrice il suo impegno, dedicandogli una targa affissa su un albero della famiglia di piante che produce l'olio curativo. 

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