Lo strato di ozono che protegge la Terra sta "guarendo": la conferma di una ricerca scientifica - Curioctopus.it
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Lo strato di ozono che protegge la Terra sta "guarendo": la conferma di una ricerca scientifica

27 Marzo 2020 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Le cattive notizie sullo stato di salute del nostro Pianeta, dell'aria che respiriamo e di tanti ecosistemi preziosi non sono certo una cosa rara; ben più difficile è che avvenga qualcosa di positivo in questo senso. Per fortuna, però, ogni tanto succede, e fa piacere poterlo raccontare. Lo strato di ozono presente sopra l'Antartide sembrerebbe, stando ad alcuni studi, in via di "guarigione".

Cosa significa? Che la protezione offerta da questo strato di molecole inorganiche alla Terra contro i raggi UV del sole sta aumentando, in un fenomeno che può essere senz'altro classificato come una storica inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti.

via: Nature

Nel 1987, visti i livelli preoccupanti a cui era sceso l'ozono sopra di noi, è stato sottoscritto il Protocollo di Montreal, un accordo in base al quale i Paesi di tutto il mondo hanno adottato misure volte ad arginare l'uso e la produzione di sostanze chimiche che riducono questo strato protettivo, dando vita al noto fenomeno del "buco dell'ozono". A distanza di oltre 30 anni, gli effetti dannosi delle attività umane sull'ozono sembrano essere stati limitati e aver raggiunto un punto di minimo storico, nello specifico toccato a settembre 2019.

A riferirlo è stato uno studio condotto dai ricercatori dell'Università del Colorado Boulder, e pubblicato sulla rivista Nature. Il team di scienziati, guidato da Antara Banerjee, ha dimostrato che le misure del Protocollo di Montreal potrebbero aver finalmente fatto effetto. Secondo la ricerca, lo strato protettivo di ozono sopra di noi non è solo in via di recupero, ma è anche responsabile di cambiamenti nei modelli di circolazione dell'aria nell'emisfero australe.

Tutto questo in uno scenario in cui le emissioni di CO2 continuano ad aumentare: è l'ozono, infatti, che sta agendo in modo positivo per recuperare quello che, per colpa delle attività umane, era stato perso. Si tratta di sicuro di un ottimo traguardo per la comunità scientifica e per tutti coloro che si sono impegnati, negli anni, a correre ai ripari di quella che poteva essere una condizione difficilmente reversibile. 

Sebbene le condizioni del nostro clima e i danni causati dall'uomo siano ancora preoccupanti, specie per gli effetti negativi del biossido di carbonio nell'aria, per una volta siamo di fronte a una buona notizia, che deve fornire nuovi spunti e nuovi incentivi per non abbassare la guardia, e continuare ad agire in difesa dell'unico Pianeta che abbiamo.

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