Primo giorno di scuola in Yemen: la foto ci mostra cosa significa essere bambini in un paese in guerra - Curioctopus.it
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17 oggetti e situazioni non del tutto simmetrici che vi faranno sentire un po' a disagio 18 foto di hotel che hanno sorpreso gli ospiti con la loro creatività

Primo giorno di scuola in Yemen: la foto ci mostra cosa significa essere bambini in un paese in guerra

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Mentre in quasi tutto il mondo, al finire delle vacanze estive, spopolano le divertenti immagini dei bambini al loro primo giorno di scuola, in altre parti del pianeta la situazione non è proprio così esilarante. Un fotografo dello Yemen, Ahmad Al-basha dell'agenzia AFP, ha voluto raccontare il primo giorno di scuola a Taez, la terza città dello Stato: qui, come in ogni altra scuola, i bambini si sono radunati di fronte al maestro per l'inizio delle lezioni, ma il contento non è quello che di solito immaginiamo.

Circa venti bambini ascoltano la lezione di un maestro che gesticola davanti a loro; sono seduti in terra, non ci sono banchi, né sedie, né libri, né una lavagna. Anzi a dire il vero anche avere il pavimento sembra essere un lusso. Pochi metri dietro di loro infatti, l'edificio cede il posto al vuoto assoluto; il solaio si incurva verso il basso fino a mescolarsi con il cumulo di macerie che presumibilmente si trova qualche metro più in basso. Sono gli effetti dei bombardamenti che avvengono nello scontro tra le forze governative sostenute dai sauditi e i ribelli Houti.

Prima della guerra il vecchio mercato di Taez era fiorente, ricco di banchi di artigianato e molto frequentato, ma dopo alcuni anni di assedio da parte dei ribelli di esso non resta che un vago ricordo: i pochi banchetti rimasti si occupano solo di pistole e munizioni. E il conflitto, inutile dirlo, non risparmia di certo i bambini: si parla di oltre 1.000 bambini reclutati ed utilizzati a fini militari, maschi e femmine indistintamente.

Se vi troverete a parlare con un genitore e lui vi racconterà quanto è stato faticoso per il suo bambino svegliarsi ed andare a scuola dopo mesi di vacanza, ricordategli garbatamente che, se fosse nato nell'angolo sbagliato del pianeta, gli sarebbe potuta andare molto peggio.

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Tags: GuerraFotografia
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