Dal 1960 ad oggi i rifiuti tessili sono aumentati dell'811%: ecco come la moda low cost sta distruggendo il Pianeta - Curioctopus.it
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Dal 1960 ad oggi i rifiuti tessili sono aumentati dell'811%: ecco come la moda low cost sta distruggendo il Pianeta

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Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un progressivo abbassamento dei prezzi nel settore dell'abbigliamento, complice una produzione industriale su larga scala con manodopera a basso costo e materiali di qualità mediocre. Se da una parte per gli appassionati dello shopping questa tendenza a considerare i capi di abbigliamento come accessori usa&getta possa essere fantastica, di certo non lo è per il nostro Pianeta, che si trova a dover fronteggiare la delicata questione dello smaltimento dei rifiuti, già al collasso.

immagine: Max Pixel

Il mercato tessile produce una quantità immane di vestiti in disuso da smaltire. Ogni anno finiscono negli inceneritori 12 milioni di indumenti, vale a dire qualche migliaio di tonnellate, con un impatto sostanziale sulle emissioni di CO2 e quindi sull'effetto serra.

Ogni anno l'industria tessile produce 62 milioni di tonnellate di indumenti (150 milioni di capi), di cui un terzo viene venduto dalle catene a basso costo. E, indovinate un po', il 50% di questi ultimi finisce nel cestino della spazzatura in meno di un anno.

immagine: GJessicaK80/Flickr

A questo dramma si aggiungono poi altri aspetti non meno importanti. C'è la questione della ricerca di manodopera a basso costo, che alimenta un mercato di sfruttamento soprattutto ai danni di donne e bambini; c'è la questione dei processi di produzione, che per risparmiare sui costi devono cercare di raggirare le norme sull'impatto ambientale; o ancora il problema delle microplastiche, che si staccano soprattutto dai vestiti di bassa qualità durante i lavaggi e, tramite le fognature, arrivano fino ai fiumi e ai mari.

Insomma, anche se alcuni marchi stanno lentamente mettendo in discussione questo approccio alla moda usa&getta, la situazione è fuori controllo da molti anni e i rimedi sono del tutto inappropriati. Di certo, una buona base di partenza sarebbe quella di lavorare sulla coscienza dei consumatori, sensibilizzandoli sulla questione.

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immagine: pixnio

D'ora in poi, la prossima volta che vedrete un capo di dubbia qualità venduto ad un prezzo stracciato, saprete che in realtà il prezzo che stiamo pagando, in termini di sostenibilità, è quasi incalcolabile.

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Tags: GreenAmbiente
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