Levi Strauss ha ideato un nuovo tessuto in canapa che non ci farà rimpiangere il cotone

di Giuseppe Varriale

19 Maggio 2019

Levi Strauss ha ideato un nuovo tessuto in canapa che non ci farà rimpiangere il cotone
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Tutti conoscono il notissimo marchio, associato soprattutto ai jeans, della Levi Strauss & Co. L'azienda è, infatti, leader del settore dell'abbigliamento quasi dalla sua fondazione, avvenuta nel 1853 a San Francisco (California).

Da allora, l'azienda non ha mai smesso di migliorare i suoi prodotti. Il percorso di evoluzione è tuttora in atto, soprattutto grazie a Paul Dillinger, attuale vicepresidente della Levi's. Dillinger è infatti giunto a realizzare capi in canapa.

Natrij/Wikimedia

Natrij/Wikimedia

A marzo 2019, Levi's ha intrapreso una collaborazione con Outerknown che prevede la realizzazione e la messa in commercio di due pantaloni e una giacca composti per il 31% in canapa (il restante 69% è in cotone). Dillinger si è detto entusiasta per l'innovazione. La canapa, infatti, permette di realizzare dei capi in maniera ecosostenibile. Secondo i dati diffusi dallo Stockholm Environment Institute (SEI), per la realizzazione di un capo in cotone occorrono in media 3.781 litri di acqua dolce; la quantità di acqua impiegata per lo stesso capo in canapa è invece 2.655 litri (circa il 30% in meno).

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Wikimedia Commons

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Ovviamente, la canapa presenta anche alcune difficoltà. Infatti, a differenza delle fibre di cotone, le fibre di canapa non sono piccole e facilmente modellabili ma lunghe, ruvide e meno malleabili. Tuttavia, attraverso vari tentativi, Dillinger è riuscito a sviluppare un tessuto in canapa più morbido e ruvido quanto un qualsiasi tessuto in cotone. Come ci è riuscito? Utilizzando ancora meno acqua del previsto.

Secondo le parole del vicepresidente di Levi's, questa è la strada da imboccare se si vuole salvare il pianeta. Dillinger ha infatti dichiarato che l'idea della sua azienda è quella di creare, entro cinque anni, un capo interamente in canapa che non faccia rimpiangere il cotone e che sia comunque trendy. La moda, infatti, non ha bisogno di distruggere la Terra e l'ecosostenibilità non ha alcuna necessità di essere scomoda o fuori moda, ha asserito Dillinger.

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