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L'Italia è il terzo esportatore di avorio nel mondo

27 Febbraio 2019 • di Claudia Melucci
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In Africa, ogni ora, due elefanti vengono uccisi per le loro zanne. Esse contengono l'avorio, un materiale pregiato che non ha conosciuto crisi neanche negli ultimi periodi. Il commercio di avorio è legale: importano ed esportano avorio anche molti paesi europei, tra cui l'Italia.

Proprio l'Italia è il terzo esportatore mondiale di avorio legale, secondo i dati ufficiali: fin qui nulla da obiettare, se non fosse che inevitabilmente il commercio legale si intreccia in maniera ambigua a quello illegale.

In Europa, il commercio di avorio è legale esclusivamente per i beni acquisiti prima del 1990, anno in cui tutti gli elefanti africani sono stati posti sotto tutela, per proteggerli dai bracconieri. Della legalità dell'avorio nel mondo si occupa la CITIES, la convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione. 

Sebbene l'Europa si dichiari dalla parte della tutela degli elefanti, condannando l'avorio illegale, è quasi impossibile distinguere tra manufatti legali e illegali: ecco quindi che la vera presa di posizione sarebbe quella di rinunciare ad un commercio che inevitabilmente sfocia nel maltrattamento e nell'uccisione di animali.

Nella classifica mondiale, l'Italia è il secondo paese europeo a comparire: occupa il terzo posto, dopo Stati Uniti e Inghilterra. Una posizione di cui il nostro paese non dovrebbe andare così fiero, visto che un'indagine condotta dalla Oxford University sostiene che i tre quarti di tutto l'avorio venduto legalmente in Europa è di fatto illecito, e proviene da elefanti africani uccisi dopo il 1990 – anno in cui venne ufficializzato il bando al commercio di avorio. 

A causa del bracconaggio, la Tanzania, uno degli stati più colpiti dalla mattanza degli elefanti, ha perso più del 60% della popolazione di elefanti in cinque anni: sono stati contati 43.000 esemplari nel 2014, a differenza dei 109.000 del 2009.

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Tags: AnimaliItalia
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