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Dopo i 40 anni bisognerebbe lavorare…
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Dopo i 40 anni bisognerebbe lavorare 3 giorni a settimana, secondo una ricerca

27 Dicembre 2018 • di Laura Gagliardi
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In tempi in cui si allunga l'età pensionabile e si tende ad allungare la giornata lavorativa, affermare che sia meglio lavorare di meno appare totalmente controcorrente - seppure pur sempre una prospettiva desiderabile. E se fosse la scienza a sostenere questa tesi?

Uno studio pubblicato dal Melbourne Institute Working Paper Series è giunto proprio alla conclusione che le persone over 40 dovrebbero lavorare 3 giorni a settimana. Ecco spiegate le ragioni.

immagine: maxpixel

Lo studio ha coinvolto 6.500 persone di entrambi i sessi, cui sono stati sottoposti dei test per misurarne le abilità mentali e cognitive al lavoro; in particolare, sono state esaminate anche la capacità di memoria e il ragionamento esecutivo ed astratto, confrontandone le abitudini e gli orari di lavoro.

Lo studio ha evidenziato che coloro che hanno lavorato fino a 25 ore settimanali mostravano di progredire all'aumentare del numero di ore. Tuttavia, dopo 55 ore di lavoro settimanali è stato dimostrato che la capacità delle persone di pensare, ragionare, concentrarsi e ricordare era piuttosto scarsa, pari a quella di chi non lavora o è in pensione.

Una conclusione in controtendenza, come non manca di sottolineare Colin Mc Kenzie professore della Keio University e tra gli autori dello studio. "Molti paesi aumenteranno la loro età pensionabile ritardando l'età in cui le persone sono idonee a ricevere i sussidi pensionistici."

Le conseguenze? "Il lavoro può essere un'arma a doppio taglio, in quanto può stimolare l'attività cerebrale, ma allo stesso tempo lunghe ore di lavoro possono causare affaticamento e stress, che potenzialmente possono danneggiare le funzioni cognitive."

Se quindi da una parte il lavoro part - time può essere salutare per gli anziani, aiutandoli a tenere allenato il proprio cervello, dall'altra troppo lavoro può diventare malsano.

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immagine: maxpixel

Gli studi dimostrano infatti gli effetti negativi dello stress sulla salute, ed in particolare sul cervello. Come ha scritto Christopher Bergland in Psychology Today, il cortisolo - ormone dello stress - crea un effetto domino che può innescare un circolo vizioso, inducendo il cervello ad agire come in un perenne stato di fuga o di lotta.

Ciò può condurre a disturbi d'ansia, depressione, difficoltà a dormire, e numerose malattie; inoltre, può distruggere le cellule cerebrali, causando difficoltà di concentrazione, memoria, apprendimento, conservazione e abilità sociali. Ancora, lo stress indebolisce il sistema immunitario ed esercita pressione sul cuore.

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