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9 trucchi degli agenti investigativi…
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9 trucchi degli agenti investigativi che ti aiuteranno a capire chi hai davanti

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Tutti gli esseri umani possiedono l'abilità inconscia di captare ed interpretare una serie di messaggi corporei codificati sia culturalmente che biologicamente. Una microespressione facciale, infatti, può essere interpretata a livello semantico ma può altresì suscitare precise reazioni biologiche associate a differenti emozioni. Sebbene tale abilità sia a livello inconscio più o meno sviluppata, essa può essere addestrata consciamente: ecco, dunque, 9 trucchi investigativi che l'agente dell'FBI LaRae Quy ha rivelato per aiutarci a comprendere meglio chi abbiamo di fronte.

Immagine di copertina: mohamed_hassen

1. Individuare le caratteristiche di base

Ogni essere umano possiede una personalità unica alla cui base troveremo poche fondamentali caratteristiche in grado di delineare uno scheletro comportamentale di quello specifico individuo. Potremmo porci, in tal senso, alcune domande utili per far emergere tali tratti:

  1. Questa persona è introversa o estroversa?
  2. Come fronteggia le situazioni di rischio?
  3. Cosa alimenta il suo ego?
  4. Come si comporta se sottoposta a notevole stress?
  5. Come appare quando è rilassata?

2. Osservare la tipologia della camminata

Il modo in cui una persona cammina rivela moltissimo della sua personalità. Ad esempio, una persona che mostra poca fluidità nei movimenti o che guarda spessissimo in terra mentre cammina molto probabilmente nasconde una personalità incerta e con bassa autostima.

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3. Far caso agli atteggiamenti basilari

Ognuno possiede un blocco non marcato di atteggiamenti. Si tratta di caratteristiche comportamentali di base che una persona usa in maniera inconscia e con grande frequenza: si può trattare delle classiche braccia incrociate, di grattarsi la testa, di dondolare sui piedi o di appoggiarsi alla porta durante una conversazione. Ad ogni modo, registrare questi atteggiamenti basilari di una persona può permetterci di comprenderne le alterazioni degli stati emotivi (rabbia, paura, disagio, ecc.) semplicemente facendo caso alle differenze tra il comportamento di base e quello effettivo.

4. Comparare i comportamenti

immagine: Tumisu/ Pixabay

In effetti, esistono tutta una serie di indicatori che possono aiutarci a capire cosa una persona stia provando in un determinato momento: le pupille dilatate possono indicare interesse o eccitazione, mentre uno sguardo di traverso e un sorriso appena accennato possono essere indicatori di menzogna. Comparare questi indicatori con gli atteggiamenti di base della persona in questione e valutarli in rapporto al contesto ci permetterà di evitare fraintendimenti e di interpretarli in modo corretto.

5. Porre attenzione alla gestualità

immagine: geralt/ Pixabay

Conoscere i diversi significati associati ad ogni tipologia di gesto può essere utile per comprendere le intenzioni o i sentimenti più profondi di chi si ha di fronte. Bisogna far attenzione, tuttavia, a saper cogliere le serie di gesti significativi più che i gesti singoli. Ad esempio, toccarsi freneticamente il viso può indicare stress o ansia, ma può anche semplicemente dipendere dal prurito; toccarsi il viso, oscillare sui piedi e grattarsi la testa, invece, sono tutti insieme un chiaro segno di agitazione o di qualcos'altro che non va a livello emotivo.

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6. Fare affidamento sulle proprie sensazioni

Sebbene si possa facilmente pensare che il ragionamento cosciente possa scavare più a fondo dell'intuizione nell'interpretazione dei comportamenti altrui, bisognerebbe lasciare più spazio alle proprie sensazioni poiché esse tendono a fornirci importanti indizi su chi abbiamo davanti. I neuroni specchio, infatti, tendono a farci provare l'equivalente dell'espressione o del gesto che vediamo nel nostro interlocutore: se questi sorride sinceramente, percepiremo quasi certamente un'emozione positiva, mentre se assume un'espressione di rabbia capteremo subito la negatività della situazione. Bisognerebbe, dunque, fare affidamento sul proprio intuito e soltanto dopo, sulla base dei dati forniti da esso e dall'osservazione della gestualità altrui, procedere all'interpretazione del comportamento dell'interlocutore.

7. Individuare la voce più forte

immagine: Max Pixel

Una persona con una voce forte (diversa dalla voce "rumorosa") riesce ad imporsi sulle altre grazie alla profondità, alla sicurezza e alla chiarezza del suo tono e al peso delle sue parole. Saper individuare tale caratteristica all'interno di un gruppo può essere di fondamentale importanza poiché aiuta a dedurre le dinamiche interne a quest'ultimo e capire chi ricopre effettivamente la figura di leader. Fate molta attenzione alla voce, dunque, perché talvolta perfino il leader esplicito di un gruppo può fare affidamento su una persona più forte e sicura di lui, riconoscendola implicitamente come superiore!

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8. Fare attenzione alle parole d'azione

immagine: ONNED/ Flickr

Le parole d'azione (perlopiù verbi, ma anche sostantivi come corsa, vittoria, conquista, ecc.) possono essere un utilissimo parametro per comprendere il modo in cui una persona pensa e gli scopi che vuole raggiungere attraverso l'interazione. Ad esempio se un imprenditore dicesse "ho deciso di collaborare con l'azienda X", la parola d'azione "deciso" lascerebbe trapelare l'atteggiamento riflessivo, cauto e calcolatore dell'imprenditore.

9. Individuare le discrepanze

immagine: Max Pixel

Come già è stato osservato, è estremamente importante comparare gesti e altri atteggiamenti registrati con quelli che fanno parte dello spettro d'azione di base della persona in questione. Altrettanto utile, però, può essere far caso alle discrepanze tra verbale e non verbale, ovvero tra ciò che viene detto e ciò che viene comunicato attraverso il corpo: se le due cose non coincidono, cercate di fare sempre affidamento sul linguaggio del corpo, poiché quest'ultimo risulta il più difficile da controllare volontariamente.

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