Vittime del fascino: ecco le mode più fatali della storia - Curioctopus.it
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Vittime del fascino: ecco le mode più…
Queste tre sorelle di 36, 40 e 41 anni stanno meravigliando il mondo per il loro aspetto 14 vedute mozzafiato che vi riempiranno gli occhi di meraviglia

Vittime del fascino: ecco le mode più fatali della storia

09 Luglio 2017 • di Claudia Melucci
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Ci hanno sempre detto che per essere belli un po' bisogna soffrire, ma forse abbiamo preso troppo sul serio questa affermazione. Allora come oggi spesso nascono delle mode assurde che seguono alla lettera la frase precedente: ciò che è discutibile è sia il dolore provato per soddisfare i canoni di bellezza che di volta in volta vanno di moda, ma soprattutto l'aspetto stesso che viene più apprezzato dalla società: abbiamo raccolto per voi alcuni dei più stravaganti standard di estetica che sono stati seguiti in passato. Non trovate assurdo cosa si può arrivare ad accettare?

1. Corsetti

Oggi viene più apprezzata la donna con dei fianchi stretti, ma al contrario di quanto si pensa è un gusto che si ritrova nel più lontano passato. Tutti sappiamo che nei secoli addietro le donne erano solite indossare dei corsetti stretti in vita proprio per evidenziare al massimo la curva dei fianchi: i rischi che si correvano erano molti, e lo svenimento per l'impossibilità di respirare era alla fine quello meno grave. 

Anche gli organi potevano rimanere lesi, essendo spostati dalla loro posizione naturale: erano frequenti emorragie interne.

immagine: Teadmata/Wikimedia

Costole rotte o inarcate, problemi digestivi, nervosismo e costipazione, sono soltanto alcune delle centinaia di complicanze che colpivano chi portava il busto. Nonostante tutto la moda sopravvisse per 5 secoli.  

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2. Rimozione delle costole

immagine: Unknown/Wikimedia

Per avere un punto vita a "vespa" nell'epoca Vittoriana si arrivò perfino alla rimozione delle costole: in questo modo la pelle non incontrava più la resistenza ossea e poteva essere ottenuto un vitino strettissimo. 

In foto l'attrice francese Polaire, una delle donne più invidiate per i fianchi. 

3. La crinolina

La crinolina era una sottoveste dell'Ottocento usata per sostenere gli innumerevoli strati di vestiti che si indossavano per la moda delle gonne larghe e i fianchi stretti. Era costituita da assi di legno modellate a campana ed è considerata una delle mode che hanno causato più vittime, se ne contano circa 3000. Molte di queste sono morte a causa di incendi che hanno finito per interessare la struttura legnosa della campana, altre invece a causa del vento che spesso rendeva i vestiti delle vere e proprie mongolfiere, scaraventando a terra le donne. 

4. Scarpe con il tacco.

Non si possono chiamare tacchi "a spillo", ma anche in passato le donne usavano sopraelevarsi con delle scarpe dotate di una piattaforma. Divenne presto sinonimo di autorità, e più ci si ergeva in alto più si incuteva rispetto. Spesso i tacchi erano di 20 cm, ma la conformazione della calzatura rendeva facili cadute e distorsioni rovinose. 

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5. Bendaggio dei piedi

In Cina, durante l'impero del sovrano Li Yu, si diffuse la moda del bendaggio dei piedi per mantenerli di dimensioni piccolissime. Le donne che più facilmente trovavano marito erano proprio coloro che avevano dei piedi piccoli. Attraverso il bendaggio prolungato spesso la dimensione massima non superava i 12 cm. 

Seguiva una deformazione permanente delle ossa dei piedi che rendevano difficoltosa e dolorosa la camminata.

La moda prese il nome di "Piedi di Loto" per sottolineare l'eleganza: ancora oggi in Cina vivono alcune donne che in gioventù hanno iniziato questa terribile pratica.

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5. Colletti intercambiabili

immagine: Unknown/Wikimedia

Anche gli uomini sono stati vittime della moda: negli ultimi anni dell'Ottocento divenne moda il colletto delle camicie rimovibile, che permetteva di indossare una camicia per più giorni avendo però il colletto sempre pulito.

Il colletto della camicia doveva essere ben stretto al collo, ed è proprio questa la causa della morte per asfissia e apoplessia di molto uomini. 

6. Estensione del collo.

Nel territorio tra il Tibet e la Birmania esiste una tribù le cui donne sono conosciute con il nome di "Donne Giraffe": il loro collo lunghissimo in effetti richiama molto l'animale. Avere il collo esageratamente lungo è considerato bello, per questo le donne indossano degli anelli metallici a partire dall'età di due anni. Le clavicole vengono deformate in modo perenne verso il basso, accentuando l'idea di un collo slanciato verso l'alto. 

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7. Colorazione del volto.

immagine: Unknown/Wikimedia

Essere abbronzati in passato era una caratteristica dei ceti più poveri, che trascorrevano molte ore sotto al sole a lavorare. I più ricchi invece dovevano essere pallidi, avendo la "fortuna" di avere una dimora e di non dover lavorare all'aperto. Il tutto raggiunse livelli estremi: sia gli uomini che le donne si impallidivano il viso con delle ciprie tossiche che causavano problemi respiratori, gravi dermatiti e reazioni allergiche. 

9. Parrucche

Luigi XIII è generalmente riconosciuto come il monarca che per primo diffuse la moda delle parrucche: gli uomini erano soliti coprire la propria capigliatura con una folta chioma ricavata dai peli di capra o dalla criniera dei cavalli. Non veniva mai lavata ma soltanto incipriata e improfumata con prodotti nocivi, per questo si riempiva quasi sempre di pulci e addirittura topi. 

10. Cosmetici radioattivi

Marie Curie scoprì il radio nel 1898 e in poco tempo la maggior parte delle case produttrici di cosmetici lo inserirono tra gli ingredienti dei prodotti. Si riteneva che il radio nutrisse la pelle per questo vennero immessi nel commercio, creme, polveri e trucchi. Si possono immaginare le conseguenze: chi non sviluppava il cancro veniva colpito da emorragie, anemia, nausea e vomito. 

11. Colorazione dei denti.

Nel sudest asiatico le donne si coloravano i denti con una tintura a base di ferro: era un modo per dichiarare la proprio appartenenza all'aristocrazia oltre ad essere considerato un elemento che accresceva la bellezza. Per affievolire il sapore insopportabile della tinta veniva aggiunta una resina di cannella. 

12. Malattia di Muslin

All'inizio dell'Ottocento si diffuse tra le donne una malattia che prende il nome dalla città irachena in cui venivano confezionati gli abiti. Le donne usavano bagnare gli abiti prima di uscire all'aperto ma questo le esponeva al rischio di contrarre polmoniti che spesso risultavano fatali. 

13. Mangiare le bacche della pianta belladonna.

immagine: Karelj/Wikimedia

La belladonna è una pianta velenosa che produce delle bacche molto appetitose alla vista. Nell'epoca vittoriana le donne usavano mangiarle per dilatare le pupille, in quanto erano molto apprezzate dagli uomini. Chi ne faceva uso era consapevole del rischio che correva ma accettava lo stesso il pericolo. 

14. Tinture all'arsenico.

Nell'800 un vestito verde era l'oggetto più desiderabile in assoluto: il problema è che questi abiti erano di quel colore perché venivano tinti con una vernice a base di arsenico. Il sospetto che la sostanza usata fosse tossica si concretizzò quando si osservò che le donne che possedevano un vestito verde morivano tutte in giovane età. Anche le tende e le coperte venivano colorate con la stessa tinta. 

Tags: AssurdiModaStoria
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