Alcuni studiosi scoprono come usare l'urina per produrre energia elettrica e acqua potabile

di Giulia Bertoni

28 Giugno 2017

Alcuni studiosi scoprono come usare l'urina per produrre energia elettrica e acqua potabile
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Alimentare le pile con microrganismi che generano energia elettrica nutrendosi di urina è una delle soluzioni emergenti nel mondo delle biotecnologie (e anche qualcosa di sensazionale). Ma se nel fare questo si riuscisse anche a uccidere gli agenti patogeni presenti nelle acque di scarico? È proprio questa la scoperta fatta da un team di ricercatori inglesi e, neanche a dirlo, ha del potenziale enorme.

Immagine di copertina: Hasan Zulic (Wikipedia) / spangdahlem.af.mil

via info.uwe.ac.uk

Un progetto dalle molteplici applicazioni.

Un progetto dalle molteplici applicazioni.

Fonte

Lo studio, gestito dai ricercatori della University of West England, inizialmente mirava a trovare un modo per rifornire di energia elettrica le zone colpite da disastri o i campi di rifugiati e a garantire un minimo di sicurezza alle persone attraverso l'illuminazione di quelle aree.

La tecnologia è quella delle pile a combustibile microbiologica (Microbial Fuel Cell - MFC), in cui i microbi si nutrono di materiali organici come appunto l'urina, alimentano la propria crescita e, nel fare questo, producendo piccole quantità di energia. Il sistema è stato ribattezzato "urinitricità" (pee power), ma ciò che di sensazionale hanno fatto gli scienziati è stato applicare la potenzialità disinfettante delle MFC ai sistemi di purificazione dell'acqua.

Per mettere in atto l'esperimento è stato utilizzato uno dei patogeni gastrointestinali più importanti, un ceppo del batterio Salmonella tipicamente causa di intossicazione alimentare; nel controllare i risultati del processo di purificazione dell'acqua gli studiosi hanno constatato quello che prima avevano solo osato sperare: i batteri patogeni erano stati distrutti così efficacemente che l'acqua così trattava risultava a tutti gli effetti potabile.

Come ha dichiarato uno dei microbiologi coinvolti nel progetto: "L'obiettivo è riuscire ad azzerare la presenza di quei batteri, ma intanto i risultati dimostrano che abbiamo a disposizione un sistema biologico stabile col quale trattare rifiuti, generare elettricità e impedire agli organismi nocivi di raggiungere la rete fognaria".

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