Cosa significa la data di scadenza sulle bottiglie d'acqua? Ecco cosa indica davvero

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di Francesca Argentati

31 Gennaio 2024

Cosa significa la data di scadenza sulle bottiglie d'acqua? Ecco cosa indica davvero
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L'acqua conservata in bottiglia può davvero scadere? Ecco perché le bottiglie riportano una data di scadenza, nonostante il contenuto, e cosa significa davvero.

L'acqua non scade, ma le bottiglie di plastica sì

L'acqua non scade, ma le bottiglie di plastica sì

Pexels

L'acqua è tra quegli elementi di cui non dobbiamo preoccuparci troppo in termini di conservazione: a differenza di carne, pesce e latticini, non è certo il tempo a renderla non potabile o potenzialmente nociva per l'organismo. Tuttavia, in molti avranno notato che sulla bottiglie di plastica acquistate al bar o al supermercato, compare una data: si tratta proprio della data di scadenza, ma come è possibile? L'acqua, allora, può davvero andare a male dopo un certo periodo di tempo, che di solito varia dai pochi mesi ai due anni dopo il confezionamento?

In realtà, naturalmente, non è così: come sappiamo, per sua natura, l'acqua è inodore, incolore e insapore, tuttavia, trascorsa la data riportata sulla bottiglietta, le cose potrebbero cambiare. Il motivo non è legato in alcun modo alla bevanda, bensì ai contenitori in plastica che, nel tempo, iniziano a rilasciare sostanze chimiche che possono alterarne il sapore e persino l'odore. Tuttavia, la data di scadenza è indicativa ed è possibile vendere e consumare l'acqua contenuta nelle bottiglie anche oltre quella riportata, se viene conservata in modo adatto. In caso contrario, infatti, oltre a mutare nel gusto può essere contaminata dalle sostanze chimiche: il deterioramento della bottiglia rilascerà microplastiche nel liquido trasparente, finendo nel nostro organismo.

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Si può bere l'acqua oltre la data di scadenza? Dipende dalla conservazione

Si può bere l'acqua oltre la data di scadenza? Dipende dalla conservazione

Pixabay

Alcuni composti possono essere più nocivi di altri e fra questi si annoverano gli esteri ftalati e l'antimonio, meno presenti nelle bottiglie di vetro rispetto a quelle di plastica. Il risultato sarà un sapore simile a quello del cloro o dei medicinali, che lasceranno intuire la presenza di queste sostanze da evitare. Gran parte delle bottiglie vengono prodotte con plastica PET, polietilene tereftalato, che rilascia dosi elevate di antimonio, anche se nell'acqua se ne trovano tracce non sufficienti a renderla tossica.

Le bottigliette, tuttavia, devono essere conservate - preferibilmente non oltre i sei mesi - in luoghi adatti, lontane da prodotti come detergenti chimici e solventi, che potrebbero penetrare nelle confezioni e contaminare l'acqua. Dunque, se le bottigliette vengono riposte in luoghi freschi, asciutti e lontani dalla luce solare diretta, le sostanze chimiche rilasciate nell'acqua non superano livelli potenzialmente pericolosi. Il calore eccessivo può favorire il rilascio di questi composti, ulteriore motivo per cui la corretta conservazione in ambienti idonei assume un ruolo fondamentale. Va da sé che bere da una bottiglietta d'acqua scaduta è meno rischioso che farlo da una bottiglietta che rientra ancora in quella data ma che è stata tenuta a lungo al sole, nel ripiano dei detersivi o dimenticata in macchina ad agosto.

Ecco perché le bottiglie d'acqua hanno una data di scadenza

Ecco perché le bottiglie d'acqua hanno una data di scadenza

Freepik

Non sono solo i composti chimici e il calore a poter compromettere il sapore e la salubrità dell'acqua in bottiglie di plastica, ma anche muffe, virus e batteri inglobati durante la fase di confezionamento o di trasporto. In questi casi, più a lungo la bottiglia resterà chiusa, più questi microrganismi avranno il tempo di proliferare nell'acqua. A quel punto, la bevanda assumerà un sapore rancido e stantio, facilmente distinguibile. Se non vuoi buttarla, l'alternativa è filtrarla con un dispositivo apposito o farla bollire per eliminare gran parte dei contaminanti.

Per tutti questi motivi, è spesso consigliato di non riutilizzare più volte le bottigliette di plastica, anziché riempirle nuovamente. La cosa migliore è riciclarle gettandole nell'apposito bidone, da cui verranno prelevate per generare nuove bottiglie d'acqua. Ma c'è un altro motivo per cui riportano una data di scadenza: molte ditte usano gli stessi macchinari per realizzare le bottiglie dell'acqua e altre bibite, che invece hanno una durata stabilita, e non vale la pena dedicarne una esclusivamente all'acqua. Si tratta, poi, di un timbro che riporta la data di produzione e che permette, qualora si renda necessario, di risalire a possibili contaminazioni o errori di produzione. Inoltre, trattandosi di un bene di consumo alimentare, anche all'acqua, per legge, deve essere riconosciuta una scadenza al momento della vendita, anche se di fatto è riferita alla plastica e non alla bevanda

Ti eri mai chiesto come mai l'acqua in bottiglia avesse una data di scadenza?

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