Scienziati "riportano in vita" una creatura marina vissuta oltre 400 milioni di anni fa

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di Francesca Argentati

15 Novembre 2023

Scienziati "riportano in vita" una creatura marina vissuta oltre 400 milioni di anni fa
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Per ammirare gli organismi vissuti prima di noi e ormai estinti, non possiamo che avvalerci dei fossili e delle rappresentazioni grafiche. Tuttavia, alcuni ricercatori hanno escogitato un metodo che potrebbe diventare la nuova frontiera del futuro nel campo degli studi sull'evoluzione. Ecco di cosa si tratta.

Il Pleurocystites, organismo marino vissuto oltre 400 milioni di anni fa

Il Pleurocystites, organismo marino vissuto oltre 400 milioni di anni fa

Ghedoghedo/Wikimedia commons - CC BY-SA 3.0

Il Pleurocystites, il cui nome significa "vescica laterale", fu un cistoide appartenente all'era del tardo Ordoviciano, il secondo periodo del Paleozoico, durato per circa 41,6 milioni di anni e compreso tra 485,4 e 443,8 milioni di anni fa. Si tratta, dunque, di un organismo estinto, la cui altezza poteva raggiungere i due centimetri, che viveva sui fondali marini nutrendosi di plancton. Numerosi fossili sono stati rinvenuti in Europa e Nord America e conservati in vari musei.

Ora, un gruppo di scienziati, aiutati da paleontolodi spagnoli e polacchi, hanno voluto far "tornare in vita" questo curioso esserino con un incredibile progetto del tutto inedito. Il team ha infatti realizzato un robot che simula perfettamente la creatura marina, considerata uno dei precursori degli organismi echinodermi, che comprendono ricci e stelle marine. Il Pleurocystites aveva una particolare caratteristica, quella di muoversi mediante una specie di fascio o stelo muscolare. L'obiettivo di questa riproduzione tecnologica non è unicamente quello di volgere lo sguardo al passato, ma anche di avere un'anticipazione sul possibile metodo di movimento delle future specie animali.

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Progettato robot per "riportare in vita" una creatura marina estinta: la ricerca

Progettato robot per "riportare in vita" una creatura marina estinta: la ricerca

PNAS

I ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Meccanica della Carnegie Mellon University, insieme ai collaboratori paleontologi, hanno usufruito di reperti fossili disponibili per realizzare il doppione in versione robotica - e morbida - di questo antichissimo organismo, aprendo le porte al campo della "paleobionica" grazie alla softbiotica, che sfrutta materiali altamente flessibili ed elastici per progettare robot del tutto somiglianti a creature viventi. Queste macchine sono in grado di muoversi e piegarsi alla stregua degli esseri che imitano. Carmel Majidi, professore di ingegneria meccanica alla Carnegie Mellon University, Pennsylvania, USA, e autore principale della ricerca, ha affermato che per comprendere i misteri della natura è spesso necessario tornare a scrutare in un passato molto remoto. La fauna estinta e che ha preceduto l'arrivo dell'essere umano ha molto da insegnarci, sostiene, nonostante abbia occupato soltanto una piccola porzione di storia evolutiva.

All'interno dello studio, i ricercatori scrivono: "Utilizziamo la robotica morbida per replicare un echinoderma estinto dell'era Paleozoica ed esaminarne la biomeccanica e la locomozione, al fine di comprendere meglio la selezione naturale subita da questo antico organismo. Sviluppiamo una rappresentazione robotica morbida e una simulazione al computer che cattura la morfologia e la meccanica della pleurocistite, inclusa la conformità e la flessibilità del suo stelo muscolare. Questo robot romboifero, che chiamiamo “Rhombot”, rappresenta un primo passo per far avanzare un campo nascente che chiamiamo “Paleobionics”, che mira a creare robot basati su prove paleontologiche."

L'obiettivo dei ricercatori che hanno ricreato il Pleurocystites

L'obiettivo dei ricercatori che hanno ricreato il Pleurocystites

College of Engineering, Carnegie Mellon University/Youtube screenshot

Majidi ha aggiunto che “la Softbotics è un altro approccio per informare la scienza utilizzando materiali morbidi per costruire arti e appendici flessibili dei robot. Molti principi fondamentali della biologia e della natura possono essere spiegati pienamente solo se guardiamo indietro alla sequenza temporale evolutiva degli animali." L'essere umano ha coperto soltanto lo 0,007% dell'intera vita del nostro pianeta, ma prima di noi c'erano moltissimi organismi e creature che possono fornirci preziose informazioni sulla storia dell'evoluzione. Nel nostro presente, non esiste una creatura simile al pleurocistitidi, in grado dunque di muoversi sul fondale marino tramite lo stelo muscolare che spingeva il suo corpo in avanti.

Il co-autore Richard Desatnik, dottorando, ha evidenziato che “i ricercatori nella comunità della robotica bio-ispirata devono scegliere le caratteristiche importanti che vale la pena adottare dagli organismi. Essenzialmente, dobbiamo decidere quali siano le buone strategie di locomozione per far muovere i nostri robot." Zach Patterson, ricercatore dello studio, ha aggiunto: "Ad esempio, una stella marina avrebbe davvero bisogno di utilizzare cinque arti per muoversi o possiamo trovare una strategia migliore?”

Ora l'obiettivo del team è quello di sfruttare la Softbotics per riprodurre roboticamente altre creature estinte, tra cui il primo animale migrato dal mare alla terra ferma, come afferma un altro co-autore dello studio, Phil LeDuc: "Dare una nuova vita a qualcosa che esisteva quasi 500 milioni di anni fa è emozionante di per sé, ma ciò che ci entusiasma davvero di questa svolta è quanto saremo in grado di imparare da essa".

Che ne pensi di questo suggestivo metodo di ricerca rivolto alle origini?

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